Torino, infermiere aggredito alle Molinette: torace fratturato

Scritto il 13/04/2026
da Redazione

Un infermiere è stato aggredito al Pronto Soccorso dell’ospedale Molinette di Torino da un paziente in stato alterato. Colpito con un calcio al torace, ha riportato una frattura con una prognosi di 35 giorni. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da forte pressione sui servizi di emergenza, tra sovraffollamento, carenza di personale e crescente complessità assistenziale.

Un episodio che non è isolato

L’aggressione avvenuta alle Molinette non rappresenta un caso isolato. Arriva a pochi giorni di distanza da un episodio analogo registrato all’ospedale di Ciriè e si colloca in un trend ormai consolidato a livello nazionale, dove i Pronto Soccorso risultano tra i contesti più esposti a episodi di violenza.

Secondo quanto segnalato dal sindacato Nursing Up, la frequenza degli eventi e la loro gravità stanno aumentando, trasformando un fenomeno già noto in una criticità strutturale.

Nursing Up: “Situazione non più sostenibile”

A intervenire è il sindacato Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che parla apertamente di una situazione fuori controllo.

Non possiamo continuare a commentare aggressioni a posteriori con la solita solidarietà di circostanza – afferma Francesco Malara, dirigente Nursing Up Torino – qui siamo di fronte a lavoratori che rischiano l’incolumità fisica ogni giorno. Oggi parliamo di uno sterno fratturato, domani cosa dovremo raccontare?.

Il sindacato sottolinea come gli operatori sanitari si trovino sempre più spesso a lavorare in condizioni di rischio, soprattutto nei reparti di emergenza.

Il tema della sicurezza si intreccia con quello organizzativo. La gestione delle situazioni di violenza, la tempestività degli interventi e l’effettiva applicazione della flagranza di reato restano nodi ancora irrisolti, evidenzia il sindacato.

L’assenza dell’infermiere aggredito, inoltre, si traduce immediatamente in un aumento del carico di lavoro per i colleghi, in un sistema già caratterizzato da organici ridotti.

Non possiamo continuare a chiedere a professionisti già stremati di coprire ulteriori carichi di lavoro, aggiunge ancora Malara.

Serve un cambio di passo

È evidente che serve un cambio di passo immediato – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – non basta più indignarsi dopo. Serve prevenzione, servono protocolli chiari e strumenti concreti per tutelare chi lavora in prima linea.

Il riferimento è alla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza nei reparti più esposti.

Tra le azioni in campo, l’introduzione di guardie armate in alcune strutture del territorio viene considerata “un segnale”, ma non sufficiente a risolvere il problema in modo strutturale.

L’aumento delle aggressioni non è solo un problema di sicurezza individuale. La sicurezza degli operatori e la qualità dell’assistenza sono due facce della stessa medaglia, sottolinea Delli Carri.

In un contesto già segnato da carenza di personale e difficoltà organizzative, episodi come quello delle Molinette contribuiscono ad alimentare un clima di crescente tensione nei reparti più esposti.