Un settore in crescita, ma con contratti bloccati
Mobilitazione della sanità privata in Piemonte
I dati economici raccontano un comparto tutt’altro che in crisi. Nel 2023 la sanità privata ha superato i 12 miliardi di fatturato, con una crescita del 15% rispetto al 2019, accompagnata da un aumento della liquidità e da utili in forte espansione.
Eppure, a fronte di questi numeri, il rinnovo contrattuale resta fermo da otto anni, con effetti sempre più visibili sulle condizioni dei lavoratori.
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Piemonte, la distanza tra performance economiche e riconoscimento professionale è ormai evidente: “Numeri che rendono ancora più chiara la distanza con la condizione dei lavoratori”.
Il dato più critico riguarda la professione infermieristica, a differenza dei medici, che nel privato possono trovare condizioni economiche più favorevoli, gli infermieri registrano una situazione opposta: stipendi mediamente inferiori rispetto al settore pubblico.
Il divario stimato è di circa 500 euro mensili, a cui si somma una perdita di potere d’acquisto significativa negli anni senza rinnovo contrattuale, aggravata dall’aumento del costo della vita. Una condizione che incide direttamente sull’attrattività della professione e sulla stabilità degli organici.
Fuga di personale e difficoltà delle strutture
Le conseguenze si stanno già manifestando. Secondo i rappresentanti sindacali piemontesi, il mancato rinnovo sta producendo effetti concreti: aumento della mobilità dei professionisti, difficoltà nel mantenere gli organici e rischio di desertificazione delle strutture.
Il mancato rinnovo sta già producendo effetti concreti, come la fuga di personale verso altri datori di lavoro
, spiegano i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Piemonte.
Un fenomeno che non riguarda solo il passaggio tra pubblico e privato, ma segnala una crisi più ampia della capacità del sistema di trattenere i professionisti.
Il confronto piemontese assume un valore che va oltre il contesto locale. Le criticità emerse - contratti fermi, divari retributivi, difficoltà di reclutamento - riflettono dinamiche presenti in molte altre regioni e che trovano una sintesi nella mobilitazione nazionale.
In questo scenario, il tema del riconoscimento professionale torna centrale, come evidenziato anche dalla Fnopi a livello nazionale, che ha richiamato la necessità di garantire condizioni eque tra infermieri del pubblico e del privato.

