Sanità privata in Piemonte, stipendi bassi e fuga di infermieri

Scritto il 13/04/2026
da Redazione

La mobilitazione della sanità privata in Piemonte porta al centro un nodo sempre più evidente: la difficoltà del sistema nel trattenere professionisti, in particolare infermieri, a fronte di condizioni economiche e contrattuali ferme da anni. Il presidio davanti a Palazzo Lascaris e l’audizione in Commissione Sanità rappresentano solo l’ultimo passaggio di una vertenza che si inserisce nel più ampio percorso verso lo sciopero nazionale del 17 aprile.

Un settore in crescita, ma con contratti bloccati

ospedale medicina

I dati economici raccontano un comparto tutt’altro che in crisi. Nel 2023 la sanità privata ha superato i 12 miliardi di fatturato, con una crescita del 15% rispetto al 2019, accompagnata da un aumento della liquidità e da utili in forte espansione.

Eppure, a fronte di questi numeri, il rinnovo contrattuale resta fermo da otto anni, con effetti sempre più visibili sulle condizioni dei lavoratori.

Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Piemonte, la distanza tra performance economiche e riconoscimento professionale è ormai evidente: “Numeri che rendono ancora più chiara la distanza con la condizione dei lavoratori”.

Il dato più critico riguarda la professione infermieristica, a differenza dei medici, che nel privato possono trovare condizioni economiche più favorevoli, gli infermieri registrano una situazione opposta: stipendi mediamente inferiori rispetto al settore pubblico.

Il divario stimato è di circa 500 euro mensili, a cui si somma una perdita di potere d’acquisto significativa negli anni senza rinnovo contrattuale, aggravata dall’aumento del costo della vita. Una condizione che incide direttamente sull’attrattività della professione e sulla stabilità degli organici.

Fuga di personale e difficoltà delle strutture

Le conseguenze si stanno già manifestando. Secondo i rappresentanti sindacali piemontesi, il mancato rinnovo sta producendo effetti concreti: aumento della mobilità dei professionisti, difficoltà nel mantenere gli organici e rischio di desertificazione delle strutture.

Il mancato rinnovo sta già producendo effetti concreti, come la fuga di personale verso altri datori di lavoro, spiegano i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Piemonte.

Un fenomeno che non riguarda solo il passaggio tra pubblico e privato, ma segnala una crisi più ampia della capacità del sistema di trattenere i professionisti.

Il confronto piemontese assume un valore che va oltre il contesto locale. Le criticità emerse - contratti fermi, divari retributivi, difficoltà di reclutamento - riflettono dinamiche presenti in molte altre regioni e che trovano una sintesi nella mobilitazione nazionale.

In questo scenario, il tema del riconoscimento professionale torna centrale, come evidenziato anche dalla Fnopi a livello nazionale, che ha richiamato la necessità di garantire condizioni eque tra infermieri del pubblico e del privato.