Un’organizzazione integrata tra ospedale e territorio e la valutazione di nuovi sistemi per il trattamento delle lesioni di difficile guarigione. Nell’intervista video il Dott. Giancarlo Donnola racconta l’esperienza sviluppata nell'Hub dell'Asl di Taranto e le prospettive del wound care nei prossimi anni.
Una rete di ambulatori tra ospedale e territorio
Hub Taranto wound care
A Taranto la gestione delle lesioni complesse si sta sviluppando attraverso un modello organizzativo che punta sull’integrazione tra ospedale e territorio . A raccontarlo è il Dott. Giancarlo Donnola , responsabile della Struttura semplice dipartimentale Wound Care di Taranto.
Il percorso è iniziato nel 2019 con la definizione del primo PDTA aziendale ed ha portato alla costituzione di una rete strutturata con un hub centrale e cinque ambulatori spoke, distribuiti tra ospedale e distretti territoriali, di cui tre già attivi.
L’obiettivo è offrire ambulatori di prossimità e trattamenti uniformi su tutto il territorio aziendale ai pazienti , con personale specializzato e protocolli condivisi, riducendo gli spostamenti e migliorando la presa in carico delle lesioni croniche.
Le nuove medicazioni con ossido nitrico Accanto allo sviluppo della rete assistenziale, il centro di Taranto ha testato anche nuove tecnologie per il trattamento delle ferite difficili . Tra queste vi sono medicazioni in grado di generare ossido nitrico ed utilizzate, inizialmente, in pazienti con piede diabetico.
L’ossido nitrico è un gas costituito da una molecola con proprietà antimicrobiche naturali efficaci contro il biofilm maturo e multispecie, riconosciuto come uno dei principali barriere alla guarigione delle lesioni croniche e comprovatamente capace di migliorare gli esiti clinici.
L’esperienza maturata nel centro pugliese potrebbe rappresentare un primo passo verso una rete più ampia dedicata al wound care, con l’obiettivo di estendere il modello organizzativo anche a livello regionale.