Il prezzo pagato durante la pandemia
Giornata nazionale dei professionisti sanitari
In Italia sono stati oltre 90 gli infermieri morti per Covid-19, mentre migliaia di operatori sanitari sono stati contagiati nei mesi più duri dell’emergenza. In molti casi si è lavorato con dispositivi di protezione individuale insufficienti, in condizioni di esposizione continua.
Per Nursing Up, la commemorazione non può limitarsi al ricordo. “Abbiamo contato i morti. Ora è tempo di contare gli organici”, afferma il presidente nazionale Antonio De Palma, sottolineando che la sicurezza del personale è parte integrante della sicurezza dei pazienti.
Secondo i dati OCSE richiamati dal sindacato, l’Italia dispone di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti, a fronte di una media europea di 8,4. In diversi Paesi dell’Europa centrale il dato supera i 10 professionisti per 1.000 abitanti.
Sulla base degli standard europei, Nursing Up stima una carenza di circa 175 mila infermieri. Con un’età media elevata e numerosi pensionamenti attesi nei prossimi anni, il divario potrebbe crescere ulteriormente in assenza di interventi strutturali.
Il sindacato evidenzia inoltre uno squilibrio nel modello assistenziale: l’Italia presenta una densità medica superiore o in linea con la media europea, ma una dotazione infermieristica significativamente inferiore. Una condizione che aumenta il carico sui singoli professionisti e il rischio clinico.
Retribuzioni e attrattività
Altro nodo è quello economico. Un infermiere italiano a inizio carriera percepisce mediamente tra 1.500 e 1.600 euro netti al mese, mentre in diversi Paesi del Nord Europa le retribuzioni superano i 2.500-3.000 euro. Il differenziale può superare i 1.000 euro mensili.
Negli ultimi anni l’inflazione ha ulteriormente eroso il potere d’acquisto, con una perdita reale stimata oltre il 10% rispetto al periodo pre-pandemico. Una dinamica che incide sull’attrattività della professione e alimenta la mobilità verso l’estero.
Il comunicato richiama anche il recente policy brief dell’Oms Europa, che collega in modo diretto la dotazione di personale infermieristico alla qualità dell’assistenza e alla sicurezza dei pazienti. L’Oms stima una carenza regionale di quasi 1 milione di infermieri entro il 2030 e indica azioni prioritarie su pianificazione strategica, investimenti strutturali, sistemi dati affidabili, formazione e leadership.
Per Nursing Up, l’Italia affronta un doppio rischio: una popolazione tra le più anziane d’Europa, oltre il 24% ha più di 65 anni, e una categoria infermieristica con età media elevata. L’aumento delle cronicità e la possibilità di nuove emergenze sanitarie richiedono una programmazione preventiva, non interventi emergenziali.
La memoria senza riforme è solo un rituale
, afferma De Palma.
Il sindacato chiede un piano straordinario di assunzioni e valorizzazione economica della professione, sostenendo che senza un rafforzamento strutturale degli organici il sistema sanitario rischia di affrontare le prossime emergenze con una vulnerabilità crescente.

