Aggressioni in pronto soccorso, a Latina arrivano i braccialetti per medici e infermieri

Scritto il 16/01/2026
da Redazione

Per contrastare le aggressioni nei pronto soccorso, l’Asl di Latina ha avviato la distribuzione di braccialetti SOS a medici e infermieri dell’emergenza. Il dispositivo consente di lanciare un allarme immediato in caso di pericolo, collegandosi alle sale operative delle forze dell’ordine.

Un dispositivo per chiedere aiuto in tempo reale

braccialetti sos

La misura riguarda gli operatori sanitari del pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, uno dei reparti più esposti al rischio di aggressioni.

I braccialetti anti aggressione, simili a smartwatch, consentono agli operatori di inviare una richiesta di aiuto immediata in caso di minaccia o violenza, attivando l’intervento delle forze di polizia.

La distribuzione è iniziata in questi giorni e si inserisce in un quadro di crescente attenzione al tema della sicurezza del personale sanitario, in particolare nei contesti di emergenza-urgenza caratterizzati da sovraffollamento e forte pressione assistenziale.

A dare notizia dell’iniziativa è stato il Coordinamento Infermieristico Autonomo (Coina), che da tempo ha acceso i riflettori sulla situazione del pronto soccorso del Goretti. Dopo diversi episodi di violenza ai danni degli infermieri, il sindacato aveva chiesto con urgenza l’adozione di misure di prevenzione e protezione.

Questa iniziativa rappresenta un importante passo in avanti nella tutela della sicurezza e della salute degli operatori sanitari, ha commentato Alessandro Britolli, segretario Coina Latina e Frosinone, sottolineando come medici e infermieri siano sempre più spesso vittime di aggressioni sul luogo di lavoro.

Una risposta concreta ad un rischio immediato

Il braccialetto SOS viene considerato una risposta concreta a un rischio immediato, ma non risolve le criticità strutturali del pronto soccorso. Coina ha più volte richiamato l’attenzione sul sovraffollamento cronico, indicato come uno dei principali fattori che alimentano tensioni, conflitti e aggressioni.

Proprio su questo punto il sindacato aveva investito anche le istituzioni, segnalando la situazione alla Prefettura. Il tema è stato affrontato nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con il coinvolgimento delle forze di polizia e la richiesta di una maggiore attenzione preventiva nei confronti del personale sanitario.

I braccialetti anti aggressione non rappresentano una novità assoluta nel panorama sanitario italiano. Dispositivi analoghi sono già stati adottati in altre aziende sanitarie nei mesi scorsi, come strumento di supporto alla sicurezza degli operatori nei contesti più critici.

L’esperienza di Latina si inserisce dunque in una tendenza più ampia, che riconosce la necessità di affiancare agli interventi organizzativi anche strumenti tecnologici per la protezione immediata di chi lavora in prima linea.