Riforma del Ssn, approvato DdL delega: ospedale e territorio da ridisegnare entro il 2026

Scritto il 13/01/2026
da Redazione

Via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera e la revisione del modello del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento fissa obiettivi e principi, ma rinvia ai decreti attuativi le scelte che incideranno davvero su servizi, professionisti e sostenibilità del sistema.

Entro il 2026 il nuovo assetto del Ssn

consiglio dei ministri

L’approvazione della delega segna un passaggio politico rilevante, ma non immediatamente operativo. Il Consiglio dei ministri affida al Governo il compito di riscrivere, entro il 2026, l’assetto organizzativo del Ssn aggiornando l’impianto normativo costruito negli anni Novanta.

Il testo non introduce nuovi servizi né modifica l’organizzazione esistente nel breve periodo, bensì definisce una cornice entro cui dovranno muoversi i decreti legislativi futuri. È in questa scelta che si colloca il primo elemento di rilievo: la riforma viene annunciata come strutturale, ma rinvia il suo impatto concreto a una fase successiva.

Il fulcro dichiarato è l’integrazione tra ospedale e territorio. Non più due ambiti separati, ma un sistema unico di presa in carico, soprattutto per cronicità, non autosufficienza e bisogni complessi. Un obiettivo già richiamato negli ultimi anni, che ora viene inserito in una delega di ampio respiro.

All’interno di questo quadro si colloca anche la revisione della rete ospedaliera, con l’introduzione di nuove tipologie di strutture e una differenziazione più netta dell’offerta per complessità assistenziale. L’intento è migliorare l’appropriatezza e ridurre accessi impropri, ma il testo evita di entrare nel dettaglio dei modelli organizzativi.

Le incognite che restano aperte

Il punto critico della delega non è ciò che afferma, ma ciò che rimanda. Standard organizzativi, dotazioni di personale, assetti operativi dei servizi territoriali e ospedalieri vengono richiamati solo in termini di principio, la loro definizione è affidata ai decreti attuativi.

Per i professionisti sanitari, infermieri in particolare, questo passaggio è tutt’altro che neutro. L’integrazione dei servizi e il rafforzamento del territorio implicano un aumento delle responsabilità operative e una riorganizzazione profonda del lavoro quotidiano. Senza indicazioni chiare su risorse e organici, il rischio è che il cambiamento ricada ancora una volta sulla capacità di adattamento dei singoli servizi.

A pesare sull’intero impianto è il vincolo della neutralità finanziaria. La delega prevede che i decreti attuativi non comportino nuovi o maggiori oneri, salvo successivi interventi del Parlamento. Una clausola che rende evidente come la portata reale della riforma dipenderà dalle scelte di bilancio che accompagneranno l’attuazione.

Con l’approvazione di oggi si apre quindi una fase nuova, ma ancora tutta da scrivere. La riforma del Ssn entra nel dibattito parlamentare come promessa di integrazione e modernizzazione. La distanza tra il disegno sulla carta e l’organizzazione reale dei servizi sarà il terreno su cui se ne misurerà l’efficacia.