Un presidio stagionale che dipende dall’organizzazione
Madonna di Campiglio
La riattivazione dei due centri non è stata immediata. A determinarne il blocco, nel periodo delle festività, non è stata la mancanza di strutture o di specialisti, ma l’assenza di due infermieri indispensabili per affiancare medici ortopedici, tecnici di radiologia e personale amministrativo.
Un numero ridotto, ma sufficiente a sospendere un servizio sanitario pubblico in territori ad alta affluenza turistica.
Il dato organizzativo è rilevante: senza una dotazione infermieristica completa, anche servizi essenziali e programmati faticano a reggere, soprattutto nei contesti stagionali dove la domanda assistenziale cresce rapidamente.
Gli ambulatori traumatologici sono pensati per gestire la traumatologia minore legata agli sport invernali, evitando accessi impropri ai pronto soccorso ospedalieri. L’accesso diretto, senza impegnativa e con la sola tessera sanitaria, consente di intercettare rapidamente gli infortuni che non richiedono ricovero immediato, garantendo continuità e appropriatezza delle cure.
L’attività quotidiana dei centri si inserisce in una rete già definita: quello di Sèn Jan lavora in sinergia con l’Unità operativa di ortopedia dell’ospedale di Cavalese, mentre la struttura di Madonna di Campiglio fa riferimento all’ospedale di Tione. Un modello che valorizza l’integrazione tra territorio e ospedale, riducendo i tempi di risposta e i carichi sulle strutture di emergenza.
La riapertura è legata in modo diretto alla presenza infermieristica. Gli infermieri non svolgono un ruolo accessorio, ma costituiscono una componente strutturale del team multiprofessionale che rende possibile il servizio. Dalla gestione del paziente all’assistenza durante gli esami diagnostici, fino al coordinamento operativo, la loro assenza blocca l’intero sistema.
In un contesto come quello montano, con picchi stagionali e logistica complessa, la disponibilità di personale infermieristico rappresenta un fattore critico di sostenibilità, non solo per l’attività ordinaria ma anche in vista di eventi di rilievo internazionale.
Uno snodo strategico in vista di Milano Cortina
L’ambulatorio di Sèn Jan assume un valore aggiuntivo in prospettiva dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina, come presidio sanitario di riferimento per la Val di Fassa. La programmazione di eventi straordinari mette in evidenza una criticità già nota: la tenuta dei servizi territoriali dipende da una pianificazione stabile delle risorse professionali.
La riapertura dei centri traumatologici risolve una criticità immediata, ma lascia aperta una questione organizzativa più ampia. In territori ad alta intensità turistica, la continuità assistenziale non può poggiare su soluzioni emergenziali o su organici ridotti al minimo, soprattutto quando la sicurezza degli operatori e la qualità delle cure sono strettamente interconnesse.

