Meno infermieri, più morti: le evidenze in letteratura
Quanto aumenta la mortalità per ogni paziente in più per infermiere?
Lo studio coordinato da Linda Aiken ha analizzato 422.730 pazienti di 50 anni e oltre, operati in 300 ospedali di nove Paesi europei, e i questionari di 26.516 infermieri (1). Il livello di formazione conta quanto il numero: ogni aumento del 10% di infermieri laureati riduceva del 7% la probabilità di decesso.
Il Queensland, in Australia, ha tradotto queste evidenze in legge. Dal 2016 una parte degli ospedali pubblici deve garantire nei reparti di medicina e chirurgia almeno un infermiere ogni quattro pazienti nei turni diurni e uno ogni sette di notte. Lo studio prospettico di McHugh e colleghi su The Lancet ha confrontato 27 ospedali soggetti alla norma con 28 ospedali di controllo (6). Dopo due anni la mortalità a 30 giorni negli ospedali della riforma era scesa (OR 0,89), mentre nei controlli non mostrava variazioni significative. Ogni paziente in meno per infermiere si associava a una riduzione del 7% delle probabilità di decesso e di riammissione, e i risparmi su riammissioni e giornate di degenza superavano di oltre due volte il costo del personale aggiunto.
Cosa succede ai pazienti nei turni sotto organico
Il rischio cresce con ogni turno scoperto a cui il paziente è esposto. In un grande ospedale accademico statunitense,h anno incrociato 197.961 ricoveri con 176.696 turni di otto ore (7). Ogni turno con almeno otto ore di assistenza infermieristica sotto l'obiettivo aumentava il rischio di morte del 2% (HR 1,02).
Ogni giorno scoperto di infermieri nei primi cinque di ricovero alzava del 9% il rischio di morte entro 30 giorni (HR 1,09). Ogni aumento del 10% della quota di giorni scoperti si associava a più polmoniti (OR 1,06), più lesioni da pressione (OR 1,06), più trombosi venose profonde (OR 1,05), degenze più lunghe e più riammissioni(2).
Si può sostituire un infermiere con personale di supporto?
Gli studi più recenti indicano di no: uno skill mix più povero peggiora gli esiti. Uno studio ha analizzato 6.559.704 pazienti ricoverati nel 2019 in 2.676 ospedali statunitensi (4). Un calo di 10 punti percentuali nella quota di infermieri sul personale di assistenza si associava a un aumento del 7% della probabilità di morte in ospedale, a più riammissioni, degenze più lunghe e minore soddisfazione dei pazienti. Su scala nazionale gli autori stimano 10.947 decessi e 5.207 riammissioni evitabili ogni anno.
Quanto costa eliminare la carenza di infermieri nei reparti?
Meno di quanto fa risparmiare, secondo l'analisi economica inglese del 2025. Uno studio ha usato i dati di 626.313 ricoveri in 185 reparti di quattro ospedali inglesi (3). Quando tutti i primi cinque giorni di ricovero erano sotto organico di infermieri, la degenza si allungava del 69%, e la carenza si associava a un rischio di morte più alto dell'8% circa (aHR 1,079). Colmare la carenza di infermieri e di personale di supporto costerebbe 197 sterline in più per ricovero. Nel campione i modelli stimano 6.527 decessi evitati e un costo di 2.778 sterline per anno di vita in buona salute guadagnato (QALY); contando le giornate di degenza risparmiate, l'intervento produce un risparmio netto.
La situazione negli ospedali italiani secondo RN4CAST
L'Italia ha replicato RN4CAST nel 2015 in 40 ospedali di 13 regioni, con circa 3.700 infermieri e altrettanti pazienti (resoconto Nurse24 della presentazione di Genova) (5). Il rapporto medio è risultato di 9,54 pazienti per infermiere, con valori tra 7,08 e 13,65. Il gruppo di ricerca e il Centro Studi FNOPI stimano che un rapporto di 1 a 6 eviterebbe circa 3.500 decessi l'anno (5,8). Si tratta di una proiezione costruita sulle associazioni europee, non di un conteggio di decessi osservati.
Sullo stesso campione, hanno misurato le cure infermieristiche omesse con il questionario Task Left Undone in 3.590 infermieri di medicina e chirurgia (9). La frequenza di omissione andava dal 7% al 50% secondo l'attività, con l'igiene del cavo orale al primo posto. Le lacune più diffuse riguardavano la parte relazionale: informazione, educazione del paziente, comunicazione e preparazione alla dimissione.
Il ramo pediatrico, RN4CAST@IT-Ped, ha coinvolto 2.205 infermieri di 169 reparti in 12 ospedali pediatrici (10). Il report nazionale pubblicato dalla FNOPI riporta in media 6,66 pazienti per infermiere, contro il valore di 1 a 4 indicato dalla letteratura per la pediatria, e 5,1 attività omesse per infermiere (11).
Sintesi degli studi su carenza di infermieri ed esiti per i pazienti
| Studio | Contesto e campione | Risultato principale |
|---|---|---|
| Needleman, NEJM 2011 | Ospedale accademico USA, 197.961 ricoveri | Rischio di morte +2% per ogni turno sotto obiettivo |
| Aiken, Lancet 2014 | 9 Paesi europei, 422.730 pazienti chirurgici | Mortalità +7% per ogni paziente in più per infermiere |
| McHugh, Lancet 2021 | Queensland, 55 ospedali, legge 1:4 | Mortalità e riammissioni −7% per ogni paziente in meno |
| Meredith, BJS 2024 | Inghilterra, 213.910 ricoveri chirurgici | Mortalità +9% per ogni giorno scoperto |
| Lasater, Med Care 2024 | USA, 6,56 milioni di pazienti | Mortalità +7% con 10 punti in meno di infermieri |
| Saville, BMJ Qual Saf 2025 | Inghilterra, 626.313 ricoveri | Colmare la carenza: costo per QALY 2.778 sterline |
| Bagnasco, J Nurs Manag 2020 | Italia, 3.590 infermieri | Cure omesse tra il 7% e il 50% secondo l'attività |
Quanto sono solide le prove su carenza di infermieri e mortalità?
Sono solide nella direzione, meno nella stima esatta. Quasi tutti gli studi sono osservazionali: misurano un'associazione e correggono per gravità e caratteristiche dei pazienti, ma non escludono ogni fattore confondente. Tre elementi rendono il quadro credibile. L'effetto va nello stesso senso in Europa, Stati Uniti, Inghilterra e Australia. Il rischio cresce con la dose, cioè con il numero di pazienti o di turni scoperti. Lo studio del Queensland, con un gruppo di controllo e una misura prima e dopo la legge, si avvicina a un esperimento naturale (6).
Restano due limiti da conoscere. Gli studi inglesi definiscono la carenza rispetto alla media del reparto e non rispetto al bisogno assistenziale dei singoli pazienti (2,3). La stima italiana dei 3.500 decessi deriva da coefficienti europei applicati ai dati nazionali, quindi va citata come ordine di grandezza (5,8).
Cosa può fare l'infermiere con queste evidenze in reparto?
Può trasformarle in dati che la direzione non può ignorare. Registrare le attività omesse e il motivo, turno per turno, produce la stessa misura usata da RN4CAST@IT e la rende confrontabile nel tempo (9). Segnalare i turni sotto organico con gli strumenti aziendali di gestione del rischio clinico lascia una traccia che un reclamo verbale non lascia.
Nelle richieste di personale conviene citare gli esiti che la letteratura collega alla carenza: mortalità, polmoniti, lesioni da pressione, trombosi, riammissioni e giornate di degenza (2,3). Quando l'azienda propone di coprire i turni aumentando gli OSS al posto degli infermieri, gli studi di Lasater e Saville offrono l'argomento per discuterne (3,4).
Cure infermieristiche omesse o missed care
Sono le attività assistenziali necessarie che l'infermiere rinvia o non esegue per mancanza di tempo o di risorse, in inglese missed nursing care. In Italia le più frequenti riguardano igiene orale, educazione del paziente e preparazione alla dimissione (9). Leggi anche il nostro approfondimento su RN4CAST.
Bibliografia
- Aiken LH, Sloane DM, Bruyneel L, Van den Heede K, Griffiths P, Busse R, et al. Nurse staffing and education and hospital mortality in nine European countries: a retrospective observational study. Lancet. 2014;383(9931):1824-30. doi: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(13)62631-8
- Meredith P, Turner L, Saville C, Griffiths P. Nurse understaffing associated with adverse outcomes for surgical admissions. Br J Surg. 2024;111(9):znae215. doi: https://doi.org/10.1093/bjs/znae215
- Saville C, Jones J, Meredith P, Dall'Ora C, Griffiths P. Cost-effectiveness of eliminating hospital understaffing by nursing staff: a retrospective longitudinal study and economic evaluation. BMJ Qual Saf. 2026;35(1):8-17. Pubblicato online il 29 aprile 2025. doi: https://doi.org/10.1136/bmjqs-2024-018138
- Lasater KB, Muir KJ, Sloane DM, McHugh MD, Aiken LH. Alternative models of nurse staffing may be dangerous in high-stakes hospital care. Med Care. 2024;62(7):434-40. doi: https://doi.org/10.1097/MLR.0000000000001990
- Piu F. Lo studio RN4CAST Italia: presentati dati ricerca a Genova [Internet]. Nurse24.it [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.nurse24.it/specializzazioni/ricerca/rn4cast-genova-infermieri-sasso.html
- McHugh MD, Aiken LH, Sloane DM, Windsor C, Douglas C, Yates P. Effects of nurse-to-patient ratio legislation on nurse staffing and patient mortality, readmissions, and length of stay: a prospective study in a panel of hospitals. Lancet. 2021;397(10288):1905-13. doi: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)00768-6
- Needleman J, Buerhaus P, Pankratz VS, Leibson CL, Stevens SR, Harris M. Nurse staffing and inpatient hospital mortality. N Engl J Med. 2011;364(11):1037-45. doi: https://doi.org/10.1056/NEJMsa1001025
- Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, Centro Studi. Analisi FNOPI 2009-2017 [Internet]. Roma: FNOPI; 2019 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.fnopi.it/wp-content/uploads/2019/12/Analisi-FNOPI-2009-2017.pdf
- Bagnasco A, Catania G, Zanini M, Dasso N, Rossi S, Aleo G, et al. Are data on missed nursing care useful for nursing leaders? The RN4CAST@IT cross-sectional study. J Nurs Manag. 2020;28(8):2136-45. doi: https://doi.org/10.1111/jonm.13139
- Sasso L, Bagnasco A, Petralia P, Scelsi S, Zanini M, Catania G, et al. RN4CAST@IT-Ped: nurse staffing and children's safety. J Adv Nurs. 2018;74(6):1223-5. doi: https://doi.org/10.1111/jan.13462
- Gruppo di Studio Italiano RN4CAST@IT-Ped. RN4CAST@IT-Ped Feedback Report. Report nazionale: survey infermiere e survey caregiver/paziente maggiorenne [Internet]. Roma: FNOPI [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.fnopi.it/archivio_news/attualita/2683/RN4CAST-IT-%20PED%20Report%20generale%20%20-1-.pdf
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