Nel 2025 in Italia sono nati circa 355.000 bambini: il 3,9% in meno rispetto al 2024 e il 38,4% in meno rispetto al picco del 2008 (1). Con meno nascite aumentano i punti nascita che lavorano sotto le soglie di volume raccomandate, con ricadute sulla qualità dell'assistenza (1).
Telemedicina nei punti nascita e in neonatologia: cosa cambia per l'infermiere con le nuove linee di indirizzo Agenas
Le linee di indirizzo organizzative pubblicate da Agenas nell'ottobre 2026 propongono una risposta: una rete in cui la telemedicina porta la competenza del centro di secondo livello nel presidio periferico, dalla gravidanza al follow-up del neonato (1). Per chi assiste la diade madre-neonato il documento definisce compiti concreti.
Un sistema nascita migliorato ma ancora diseguale
Gli esiti materno-neonatali sono migliorati, ma l'offerta resta variabile tra Regioni e all'interno delle Regioni. Il rapporto CeDAP registra 349 punti nascita attivi, con distribuzione e dimensioni eterogenee (1). Una quota di parti avviene ancora in presidi con meno di 500 nascite l'anno, soglia che l'Accordo Stato-Regioni del 2010 e il D.M. 70/2015 considerano non ottimale (1). Le TIN si concentrano nei centri a maggior volume e le aree periferiche ne risentono (1).
Il volume incide sugli esiti. Il documento riporta un'analisi 2014-2018 su 11.124 neonati con peso alla nascita inferiore a 1500 g (VLBW) assistiti in 70 TIN italiane: la mortalità alla dimissione è stata dell'11,9% nei centri con 50-74 VLBW l'anno, del 12,2% in quelli con 25-49 e del 14,2% in quelli con meno di 25 (1).
Rete hub & spoke: tre livelli di assistenza
I centri spoke gestiscono i percorsi a bassa e media complessità. I centri hub concentrano competenze, tecnologie e capacità di presa in carico dei casi ad alto rischio materno e neonatale (1).
| Livello | Chi segue | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Consultorio familiare | Gravidanza a basso rischio | Gestione affidata all'ostetrica fino alla 36ª settimana, poi invio guidato al punto nascita scelto dalla donna. Ginecologo per le ecografie di screening del I e II trimestre (1). |
| Punto nascita I livello (spoke) | Gravidanze e parti oltre la 34ª settimana senza necessità di interventi elevati | Assistenza ostetrica, pediatrica/neonatologica e anestesiologica h24. Collegato al II livello e ai sistemi STAM e STEN (1). |
| Punto nascita II livello (hub) | Qualsiasi livello di rischio | TIN e sub-intensiva, guardia neonatologica attiva h24, oltre 1000 parti l'anno e bacino di norma di almeno 5000. Coordina la rete di trasporto STAM e STEN (1). |
L'hub perinatale integrato deve disporre di un sistema strutturato di teleconsulto documentato, con videoconferenza e condivisione di immagini (1). Dove non esiste un hub con questi requisiti, il documento prevede accordi interregionali con centri delle province vicine (1).
Stratificazione del rischio: dove va la donna, dove va il neonato
Il primo operatore che incontra la donna, spesso l'ostetrica del consultorio, classifica il rischio ostetrico e feto-neonatale come basso, intermedio o alto. Il rischio è dinamico: va rivalutato a ogni bilancio di salute e può salire o scendere. Quando scende, il documento prevede il transfer-back, il ritorno al centro di origine (1).
| Rischio neonatale | Quadro clinico e fattori | Livello assistenziale indicato |
|---|---|---|
| Basso | Nato a termine (almeno 37 settimane), peso adeguato, condizioni stabili | Nido fisiologico o rooming-in, monitoraggio standard (1) |
| Intermedio | Late preterm (34-36+6 settimane), peso tra 1500 e 2500 g, diabete gestazionale o ipertensione materna, rottura delle membrane oltre 18 ore | Osservazione più frequente nelle prime ore o nei primi giorni. I nati a 35-36 settimane possono restare in rooming-in secondo l'organizzazione locale (1) |
| Alto | Meno di 34 settimane, meno di 1500 g, asfissia perinatale, distress respiratorio significativo, malformazioni | Terapia sub-intensiva o intensiva neonatale, monitoraggio continuo (1) |
Telemedicina nei punti nascita: i quattro servizi
| Servizio | Cosa prevede |
|---|---|
| Televisita | Segue la gravidanza a distanza: esami, nuovi sintomi, parametri misurati dalla donna a casa, come la pressione. Restano in presenza il primo bilancio di salute, le ecografie ostetriche e i controlli dopo la 40ª settimana. Servono la volontà della donna, la strumentazione a domicilio (sfigmomanometro, bilancia, glucometro) e la capacità di riconoscere le condizioni anomale (1). |
| Teleconsulto | Confronto a distanza tra professionisti, sincrono o asincrono, con condivisione sicura di dati, referti e immagini. Il centro inviante allega una scheda clinica preordinata con il motivo dell'invio (1). |
| Teleassistenza | Videochiamata programmata tra professionisti, paziente e caregiver, utile dopo la dimissione e per il neonato fragile a casa. Il documento indica supporto ostetrico e infermieristico, educazione sanitaria, sostegno all'allattamento e prevenzione della morte improvvisa del lattante, la SIDS (1). |
| Telemonitoraggio | Trasmette pressione, glicemia, peso, frequenza cardiaca e movimenti fetali nelle gravidanze selezionate o a rischio. Integra le valutazioni in presenza. Il documento cita il progetto "Cicogna" della Regione Lombardia, con dispositivi indossabili per i movimenti fetali, e ne segnala l'integrazione ancora non uniforme nel Servizio sanitario nazionale (1). |
Tutto passa dalla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT). Le soluzioni regionali devono essere validate dal modulo Gestore Soluzioni di Telemedicina e rispettare l'interoperabilità con il Fascicolo sanitario elettronico e con le cartelle cliniche (1). I percorsi del documento saranno tradotti in workflow standardizzati con l'Authoring Tool della piattaforma (1).
Urgenza ed emergenza: STAM, STEN e teleconsulto
Il documento descrive il percorso acuto in sei fasi: accesso e valutazione iniziale, attivazione e stabilizzazione, decisione clinico-organizzativa, trasferimento, presa in carico nel centro ricevente, monitoraggio e continuità (1). Il primo professionista che prende in carico il caso (ostetrica, ginecologo, pediatra, neonatologo, medico di pronto soccorso) valuta, stratifica il rischio e attiva il teleconsulto con l'hub quando serve (1).
L'attivazione del trasporto è una possibile evoluzione del percorso, mai un automatismo. Quando è clinicamente sicuro, la paziente o il neonato restano nel nodo in cui si trovano, con il supporto dell'hub (1).
Il trasporto materno resta preferibile a quello neonatale: è più sicuro, costa meno e comporta meno complicanze (1). Lo STAM va evitato quando il rischio di parto in ambulanza supera il beneficio, per esempio con parto imminente (almeno 4 cm di dilatazione), prolasso del funicolo, distacco di placenta in atto o condizione fetale instabile (1).
La stabilizzazione pre-trasporto vale quanto il trasporto. Nel neonato critico anche brevi periodi di instabilità incidono sugli esiti. La fase serve a prevenire ipotermia, ipossia, acidosi, disfunzioni metaboliche e instabilità emodinamica (1). Il documento chiede checklist strutturate con funzione clinica, decisionale e formativa. Con il teleconsulto l'hub vede in tempo reale parametri, immagini radiologiche o ecografiche e rivaluta il quadro a intervalli (1).
Cosa dicono gli studi sulla teleneonatologia
Il documento richiama esperienze internazionali che mostrano benefici e limiti (1). Tre lavori aiutano a leggerle.
| Studio | Risultati | Limiti |
|---|---|---|
| Intermountain Healthcare, Stati Uniti (2) | A Intermountain Healthcare (Stati Uniti) la consulenza video per la rianimazione neonatale è stata usata nel 46,2% dei casi dopo l'implementazione. È associata a una riduzione di 12 punti percentuali del tasso di trasferimento (p=0,02). | Lo studio è retrospettivo, con disegno pre-post non equivalente (2). |
| Pilota olandese (3) | In un pilota olandese del 2024 tra una TIN di livello II e una di livello IV, 99 teleconsulti per 50 pazienti hanno evitato il trasferimento nel 18% dei casi acuti (6 su 33), secondo il consenso degli esperti. Tra gli infermieri rispondenti, 11 su 20 hanno riferito di poter partecipare più attivamente alle situazioni acute e 14 su 20 di sentirsi più coinvolti nel team medico (3). | Lo studio non aveva un gruppo di controllo (3). |
| Scoping review (4) | Una scoping review su 50 studi indica che gli interventi di educazione e supporto ai genitori con una componente in tempo reale mostrano un potenziale di miglioramento di autoefficacia e preparazione alla dimissione, e di riduzione di ansia e stress (4). | — |
La gestione infermieristica: cosa cambia nella pratica
Nella matrice delle responsabilità il documento colloca l'infermiere, e l'infermiere pediatrico per il neonato, nella presa in carico della diade, nella gestione del parto e nella gestione clinica neonatale (1). Nei servizi di telemedicina il personale infermieristico, accanto al care manager, svolge attività operative che decidono se il servizio funziona (1).
Valutazione e monitoraggio
- Chi rileva i parametri al letto determina la qualità del dato che arriva all'hub nel teleconsulto. Il team locale che stabilizza comprende l'infermiere (1).
- La checklist di stabilizzazione pre-trasporto va compilata e registrata sulla piattaforma. Una checklist assente è una red flag di qualità e attiva simulazione e formazione (1).
Gestione pratica del servizio
- Programmazione degli appuntamenti, inserimento in lista, verifica dei requisiti tecnologici della famiglia, istruzione sull'uso del dispositivo, prova di collegamento e richiesta della documentazione sono attività attribuite a care manager o personale infermieristico (1).
- Anche il consenso all'esecuzione del servizio tramite strumenti digitali rientra tra i compiti del personale infermieristico o amministrativo (1).
- Ogni teleconsulto lascia una traccia con data, ora, indicazione e decisione. Le consulenze non tracciate sono una criticità da audit (1).
Educazione terapeutica
- In televisita la donna impara l'automonitoraggio di pressione, peso e glicemia e a riconoscere le condizioni anomale (1).
- In teleassistenza l'educazione riguarda comportamenti sicuri nella cura del neonato, prevenzione della SIDS, allattamento e riconoscimento precoce dei segni che richiedono una rivalutazione in presenza (1). Il caregiver del neonato dimesso dalla TIN riceve supporto nella gestione quotidiana (1).
Segnali di allarme del processo
La tabella degli indicatori elenca le red flag organizzative: assenza di collegamento hub-spoke, decisioni isolate o non tracciate, dati anamnestici minimi non accessibili, consulenze non registrate, sottoutilizzo dell'hub nei casi complessi (1). Ciascuna attiva un audit.
Formazione e ruoli nel team
La formazione degli operatori è un prerequisito. Oltre alle competenze digitali, il documento richiede comunicazione efficace e ascolto attivo, che nella relazione mediata dallo schermo chiedono più esercizio (1). La programmazione resta in capo alle organizzazioni sanitarie. I Centri Servizi addestrano pazienti e caregiver all'uso dei dispositivi (1).
L'esperienza olandese conferma il punto. I professionisti hanno chiesto dimostrazioni e sessioni ripetute, perché l'uso della tecnologia è una competenza da mantenere, e hanno indicato la definizione dei ruoli del personale dei due livelli durante il teleconsulto come un nodo irrisolto (3). Il tema più sentito era la percezione di una minore autonomia delle équipe locali (3).
Responsabilità professionale e protezione dei dati
Sul piano giuridico il documento richiama l'art. 6 della legge 24/2017: la punibilità per imperizia è esclusa se si rispettano linee guida o buone pratiche adeguate al caso. L'art. 2236 del Codice civile limita la responsabilità a dolo o colpa grave nei casi di speciale difficoltà tecnica (1). Documentare l'aderenza a protocolli condivisi diventa quindi parte del lavoro.
Sulla privacy, il documento raccomanda di verificare chi ha titolo ad agire per il neonato, di chiarire se un caregiver operi come semplice ausiliario o in vece del genitore, di profilare gli accessi per ruolo e di formalizzare gli incarichi per iscritto (1). Un'ultima prescrizione riguarda il monitoraggio: ogni centro di riferimento organizza almeno una riunione formativa l'anno sulla mortalità e morbilità dei casi gestiti in telemedicina o con STAM e STEN (1).
Punti pratici
- Aprire, registrare e chiudere il teleconsulto con una decisione documentata.
- Compilare la checklist di stabilizzazione e collegarla al percorso del paziente.
- Prima di una televisita, verificare strumenti a domicilio, collegamento e consenso digitale.
- Per il neonato, accertare chi ha la legittimazione ad agire e con quale profilo di accesso.
Conclusioni
Il modello presuppone una rete già funzionante: un hub con competenze ostetriche e neonatologiche attive, protocolli scritti e personale formato (1). Per infermieri e ostetriche la novità sta nel passaggio da un supporto telefonico occasionale a un processo documentato, con ruoli, checklist e indicatori. Il passo successivo toccherà alle Regioni, chiamate a tradurre il modello nelle proprie piattaforme.
Bibliografia
- Agenas. Linee di indirizzo organizzative per l'implementazione della telemedicina e l'ottimizzazione dell'assistenza ai casi più complessi nell'ambito della Rete dei Punti nascita e della Neonatologia [Internet]. Roma: Agenas; ottobre 2026 [consultato il 21 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.agenas.gov.it/images/2026/Telemedicina_Neonatologia_DEF_15.10.2026.pdf.
- Maddox LJ, Albritton J, Morse J, Latendresse G, Meek P, Minton S. Implementation and outcomes of a telehealth neonatology program in a single healthcare system. Front Pediatr. 2021;9:648536. doi:10.3389/fped.2021.648536.
- Wagenaar JHL, Broos J, van Beek RHT, Pas H, Suurveld M, Jacobs A, et al. Implementation and effectiveness of TeleNeonatology for neonatal intensive care unit consultations in the Netherlands: a hybrid type III implementation pilot. BMC Pediatr. 2025;25:574. doi:10.1186/s12887-025-05923-y.
- Wagenaar J, Mah C, Bodell F, Reiss I, Kleinsmann M, Obermann-Borst S, et al. Opportunities for telemedicine to improve parents' well-being during the neonatal care journey: scoping review. JMIR Pediatr Parent. 2024;7:e60610. doi:10.2196/60610.

