Infermiere fonda startup valutata un miliardo

Scritto il 07/10/2026
da Davide Alborino

Alessandro Monterosso, classe 1990, nato a Scilla in provincia di Reggio Calabria, è un infermiere. Oggi è cofondatore e ceo di SignSplit, società tecnologica che ha raccolto 400 milioni di dollari in un round seed strategico da un unico investitore, il gruppo fintech W Group. Raggiunge così una valutazione di un miliardo di dollari.

Cosa ha notato in corsia per fondare la sua prima startup

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Alessandro Monterosso, cofondatore e ceo di SignSplit

Seguendo i pazienti negli studi clinici, Monterosso si accorse che circa metà dei dati clinici finiva ancora su moduli cartacei. La raccolta manuale rendeva difficile monitorare i bambini a domicilio e lasciava poco spazio al dialogo con loro e con le famiglie. Chi lavora nella ricerca clinica conosce bene lo scenario: schede da trascrivere, sintomi riferiti giorni dopo, e una difficile aderenza terapeutica verificabile.

Da quell'osservazione, nell'agosto 2018, è nata PatchAi. La piattaforma metteva a disposizione dei pazienti un assistente virtuale capace di dialogare con loro e di raccogliere in tempo reale gli esiti riferiti dal paziente.

Cosa fa SignSplit e perché vale un miliardo di dollari?

SignSplit costruisce l'infrastruttura dei cosiddetti dati firmati, i signed data. Persone e istituzioni mettono a disposizione dati, competenze e contenuti prodotti nel mondo reale. Le aziende di intelligenza artificiale, robotica e ricerca li acquistano e la piattaforma gestisce consenso, provenienza, condizioni d'uso e compenso.

Paga chi utilizza il dato, chi lo genera non paga nulla. Un peso particolare lo hanno i dati longitudinali, raccolti sulla stessa persona per settimane o mesi nel suo contesto di vita.

Cosa insegna agli infermieri il percorso di Alessandro Monterosso?

Il filo che lega PatchAi a SignSplit è una competenza che gli infermieri esercitano a ogni turno: raccogliere informazioni dalla persona, con il suo consenso, dentro regole chiare, e trasformarle in qualcosa di utile per la cura.

Monterosso lo ha portato dal letto del paziente a un mercato globale.

Il Codice deontologico delle professioni infermieristiche 2025 chiede all'infermiere, all'articolo 9, di partecipare, progettare e condurre ricerche in ambito clinico, assistenziale, organizzativo e formativo, valorizzando il potenziale dei dati raccolti. La storia di Monterosso mostra il potenziale di queste parole.

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