LEA: promosse solo 18 Regioni, salgono le rinunce alle cure
Quali Regioni sono inadempienti nel monitoraggio LEA 2024?
Le Regioni inadempienti sono tre: la Calabria nell'area distrettuale, la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano nella prevenzione. La verifica si basa su 27 indicatori CORE degli 88 del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), riportati nella sintesi ministeriale del monitoraggio LEA 2024 pubblicata il 10 luglio (2). Per ciascuna macro-area (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera) la Regione ottiene un punteggio da 0 a 100 e deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre.
Sommando i tre punteggi (massimo 300), GIMBE ha stilato una classifica. Nelle prime dieci posizioni ci sono sette Regioni del Nord, due del Centro e la Puglia, unica del Sud. Nelle ultime sette, Bolzano a parte, compaiono solo Regioni del Mezzogiorno. Rispetto al 2023 migliorano quindici Regioni, con i balzi di Valle d'Aosta (+48 punti) e Abruzzo (+47); le Marche ne perdono 11.
Perché aumentano le rinunce se le Regioni promosse sono di più?
«Se nel 2024 quasi tutte le Regioni vengono “promosse” mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie, non possiamo concludere che la sanità sia improvvisamente migliorata», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.
Il dato sulle rinunce viene dall'audizione ISTAT del 7 luglio 2026 alla Commissione Affari sociali della Camera (3). L'Istituto precisa che l'indicatore riguarda tutto il settore sanitario, pubblico e privato, e non misura in modo diretto l'accesso al Servizio sanitario nazionale. Chi rinuncia indica soprattutto le lunghe attese e il costo delle prestazioni.
Con una soglia a 70 o 80 punti quante Regioni sarebbero promosse?
Sei delle 18 Regioni adempienti hanno almeno una macro-area tra 60 e 69 punti. Alzando l'asticella, il numero delle promosse scende in fretta (1).
| Soglia minima in ogni macro-area | Regioni e Province autonome adempienti |
|---|---|
| 60 punti (regola attuale) | 18 su 21 |
| 70 punti | 12 su 21 |
| 80 punti | 5 su 21 |
Elaborazione Nurse24 su dati Fondazione GIMBE (1).
«Sessanta punti non significano matematicamente né che una Regione eroghi il 60% dei LEA né che li garantisca al 60% dei cittadini», precisa Cartabellotta. Per GIMBE la soglia resta troppo bassa per un diritto costituzionale. C'è poi un secondo limite: superati i 60 punti in tutte le aree, una Regione con 60 e una con 100 ricevono lo stesso giudizio, e la pagella non premia chi migliora.
Cosa non misura la pagella LEA e perché riguarda gli infermieri?
Tempi di attesa, agende chiuse, difficoltà di prenotazione, distanza dai servizi, continuità assistenziale e completezza dei percorsi non entrano in modo sistematico nel punteggio. Le medie regionali coprono le differenze tra Distretti e tra aree urbane e interne. Sono gli ambiti in cui lavorano gli infermieri di famiglia e comunità e dell'assistenza domiciliare.
I dati ISTAT aggiungono un elemento. Calabria e Sicilia, due delle tre Regioni inadempienti, hanno anche la dotazione di infermieri più bassa: nel 2023, nel settore dell'assistenza sanitaria, l'Istituto conta 5,0 infermieri ogni mille residenti in Calabria (come in Campania) e 5,2 in Sicilia, contro una media nazionale di 6,2. In Calabria il 18,7% degli infermieri ha 60 anni o più (3). I due dati coincidono; nessuna delle fonti dimostra un rapporto di causa tra organici e punteggi.
Cosa chiede la Fondazione GIMBE a Ministero e Regioni?
GIMBE chiede di rivedere la pagella: più indicatori, soglie più alte, dati tempestivi, misure su liste d'attesa, rinunce ed esiti, premi per chi riduce i divari. Il divario Nord-Sud era già emerso nel Rapporto GIMBE 2025 sul Servizio sanitario nazionale e nel dibattito su LEA e LEP nell'autonomia differenziata. Per Cartabellotta, senza questi correttivi il “60 politico” rischia di promuovere tutte le Regioni e di ignorare chi resta senza cure.
Fonti
- Fondazione GIMBE. Cure Essenziali 2024: quasi tutte le Regioni “promosse”, 18 su 21 superano la soglia minima. Ma nello stesso anno le rinunce a visite o esami salgono dal 7,6% al 9,9% [Internet]. Bologna: Fondazione GIMBE; 2026 set 23 [citato 2026 set 24]. Disponibile su: https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=500
- Ministero della Salute. Monitoraggio dei LEA attraverso gli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia. Anno 2024. Sintesi [Internet]. Roma: Ministero della Salute; 2026 [citato 2026 set 24]. Disponibile su: https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/sintesi_CORE_NSG_2024.pdf
- Istituto Nazionale di Statistica. Indagine conoscitiva sull'attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull'erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni. Audizione presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati [Internet]. Roma: ISTAT; 2026 lug 7 [citato 2026 set 24]. Disponibile su: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/Istat-Audizione-Commissione-Affari-Sociali_07-luglio-2026.pdf

