Rapporto GIMBE: 15 anni di tagli. Voragine da 36 miliardi nel SSN
L'analisi della Fondazione GIMBE sui dati OCSE 2025
La Fondazione GIMBE, nata nel 1996 e con sede a Bologna, monitora il Servizio Sanitario Nazionale attraverso l'Osservatorio GIMBE e la campagna #SalviamoSSN, e ogni anno pubblica il Rapporto sullo stato del SSN (1). Il 2 settembre 2026 ha diffuso l'analisi dei dati OECD Health Statistics aggiornati al 17 luglio 2026 (2).
Il primo numero è la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità pubblica. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana vale il 6,2% del Pil, un decimo di punto in meno rispetto al 6,3% dell'anno precedente. La media dei Paesi OCSE e quella dei Paesi europei si fermano entrambe al 7,1%.
Il confronto pro-capite rende la distanza più leggibile. L'Italia spende 3.952 dollari per abitante, contro i 4.861 della media OCSE e i 4.965 di quella europea: 1.013 dollari in meno a testa rispetto allo standard europeo. Moltiplicato per i 59 milioni di residenti, secondo GIMBE il conto arriva a 36,1 miliardi di euro l'anno (2).
Il divario con il G7 e con i Paesi europei dell'Ocse
Nella graduatoria della spesa pubblica pro-capite l'Italia occupa il quindicesimo posto su 27 Paesi europei OCSE e l'ultimo nel G7. Davanti c'è la Germania, che con 8.726 dollari spende più del doppio, ma anche la Spagna (3.999 dollari), la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Polonia (2).
La Fondazione data l'inizio del distacco. Fino al 2011 la spesa italiana seguiva l'andamento europeo; da lì in avanti le curve divergono, con un divario pro-capite di 424 dollari nel 2019 che si allarga ancora nel biennio 2023-2024 (3). GIMBE indica nel Regno Unito il controesempio: condivide con l'Italia il modello universalistico Beveridge, ha aumentato le risorse pubbliche dal 2020 e oggi supera Canada e Giappone (2,3). La posizione in classifica dipende dalle scelte di bilancio, non dall'architettura del sistema.
Cartabellotta: «Una voragine scavata in quindici anni»
Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, gastroenterologo e internista, legge i numeri come un problema di sistema e non come una partita contabile. «Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il SSN», afferma nel comunicato del 2 settembre (2). Le conseguenze che elenca sono quelle che i professionisti incontrano ogni giorno: «liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia». «È questa», aggiunge, «la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche» (3).
Sul suo profilo LinkedIn il presidente mette a fuoco il paradosso italiano, cioè la distanza fra risultati clinici e capacità di erogare prestazioni. «Il Servizio Sanitario Nazionale continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un'elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma si è indebolita la sua capacità di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili. Di conseguenza, la crisi del SSN non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese».
I due lati del paradosso sono misurabili. Il rapporto OCSE Health at a Glance 2025 assegna all'Italia un'aspettativa di vita alla nascita di 83,5 anni contro una media OCSE di 81,1, e una mortalità evitabile di 93 decessi ogni 100.000 abitanti contro 145 (4). Sull'altro versante, l'Istat ha certificato nell'audizione del 7 luglio 2026 alla Camera che nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a una prestazione sanitaria, circa 5,8 milioni di persone, contro il 6,4% del 2019, per liste d'attesa e per costo (5).
| Indicatore | Italia | Media OCSE |
|---|---|---|
| Spesa sanitaria pubblica (% Pil, 2025) | 6,2% | 7,1% |
| Spesa sanitaria pubblica pro-capite (dollari, 2025) | 3.952 | 4.861 |
| Infermieri per 1.000 abitanti | 6,9 | 9,2 |
| Medici per 1.000 abitanti | 5,4 | 3,9 |
| Posti letto ospedalieri per 1.000 abitanti | 3,0 | 4,2 |
| Operatori per l'assistenza a lungo termine ogni 100 over 65 | 1,5 | 5,0 |
| Aspettativa di vita alla nascita (anni) | 83,5 | 81,1 |
| Mortalità evitabile (decessi per 100.000 abitanti) | 93 | 145 |
Fonte: elaborazione su dati Fondazione GIMBE, OECD Health Statistics (aggiornamento 17 luglio 2026) (2), e OCSE, Health at a Glance 2025 (4).
Cosa comporta il definanziamento per gli infermieri
Fra le sei richieste finali della Fondazione c'è l'investimento sul personale sanitario (2), e la composizione degli organici spiega perché. L'Italia conta 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti contro i 9,2 della media OCSE, e allo stesso tempo 5,4 medici ogni 1.000 abitanti contro 3,9 (4). Il rapporto fra le due professioni resta così lontano dallo standard internazionale di tre infermieri per medico.
La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche stima in oltre 50.000 gli infermieri mancanti per raggiungere quel rapporto, con i vuoti più profondi nelle regioni in piano di rientro: 9.700 professionisti in Sicilia e 8.900 in Campania (6).
Il territorio sconta lo squilibrio in modo ancora più netto: per l'assistenza a lungo termine l'Italia dispone di 1,5 operatori ogni 100 cittadini over 65, contro i 5,0 della media OCSE (4). Il PNRR ha intanto portato in progetto 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità, sui quali al 1° settembre 2026 manca una rendicontazione pubblica sulla piena operatività (3). Senza professionisti che le facciano funzionare, restano indirizzi su una mappa.
Le sei richieste della Fondazione GIMBE alla politica
«Serve un patto tra tutte le forze politiche che fissi un impegno non negoziabile: rifinanziare progressivamente» la sanità pubblica, chiede Cartabellotta (3). Il comunicato traduce l'appello in sei punti, che GIMBE vuole sottrarre alla trattativa annuale sulla manovra (2).
- Interrompere il dibattito congiunturale sul finanziamento, che si riapre e si chiude a ogni legge di bilancio.
- Fissare un impegno non negoziabile e condiviso fra le forze politiche per un rifinanziamento progressivo della sanità pubblica.
- Accompagnare le risorse con riforme strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, perché il denaro diventi servizi.
- Investire sul personale sanitario, a partire dalle professioni in maggiore sofferenza numerica.
- Garantire l'erogazione uniforme dei Livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale.
- Rispettare la raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sull'accesso tempestivo e finanziariamente sostenibile alle cure.
Su LinkedIn il presidente lega la richiesta all'articolo 32 della Costituzione: «La Fondazione GIMBE chiede di cambiare rotta: servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi accessibili. Altrimenti il diritto alla tutela della salute resterà universale solo sulla Carta, ma sempre meno tangibile nella vita reale: chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia alle cure. Non è più universalismo, ma selezione dei diritti per reddito».
Fonti
- Fondazione GIMBE. Il Presidente [Internet]. Bologna: Fondazione GIMBE [consultato il 5 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.gimbe.org/pagine/349/it/il-presidente
- Fondazione GIMBE. Spesa sanitaria pubblica: nel 2025 l'Italia al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea [Internet]. Bologna: Fondazione GIMBE; 2 settembre 2026 [consultato il 5 settembre 2026]. Disponibile su: https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=499
- Redazione Demografica. Sanità pubblica, Italia ultima nel G7: il diritto alla cura diventa un privilegio da ricchi. Demografica, Adnkronos [Internet]. 3 settembre 2026 [consultato il 5 settembre 2026]. Disponibile su: https://demografica.adnkronos.com/welfare/sanita-pubblica-italia-ultima-g7-dati-2025-fondazione-gimbe/
- OECD. Health at a Glance 2025: OECD Indicators. Paris: OECD Publishing; 2025. Dati ripresi da: In Italia spesa sanitaria pro capite inferiore rispetto alla media Ocse. Si conferma grave carenza infermieri. Quotidiano Sanità [Internet] [consultato il 5 settembre 2026].
- Istat. Audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul Servizio Sanitario Nazionale, XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, 7 luglio 2026. Dati ripresi da: Liste d'attesa, personale in crisi, rinuncia alle cure e fuga dei pazienti fuori regione. Quotidiano Sanità [Internet] [consultato il 5 settembre 2026].
- FNOPI. Infermieri. Fnopi lancia l'allarme: «Ne mancano oltre 50mila. Servizi a rischio». Quotidiano Sanità [Internet]. 20 novembre 2025 [consultato il 5 settembre 2026].
- Redazione. Fondazione Gimbe: salute senza equità, l'Italia richiede fondi e riforme. Il Sole 24 Ore [Internet]. Settembre 2026 [consultato il 5 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.ilsole24ore.com/art/fondazione-gimbe-salute-senza-equita-l-italia-richiede-fondi-e-riforme-AJdJtG1

