Lea, le Regioni promosse passano da 11 a 18
Migliora la capacità delle Regioni italiane di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)
Il primo risultato riguarda il generale recupero registrato dal Servizio sanitario nazionale dopo gli anni più difficili della pandemia.
Nel 2020 erano 11 le Regioni e Province autonome che raggiungevano la sufficienza contemporaneamente nelle tre macro-aree considerate dal Nuovo Sistema di Garanzia:
- prevenzione collettiva e sanità pubblica
- assistenza distrettuale
- assistenza ospedaliera
Nel 2024 il numero sale a 18 su 21. Parallelamente, le insufficienze registrate nelle singole aree diminuiscono da 17 a 3, mostrando un progressivo recupero della capacità dei sistemi regionali di assicurare le prestazioni comprese nei Lea.
Il miglioramento, tuttavia, non è stato uniforme e soprattutto non presenta una relazione automatica con l'aumento della spesa sanitaria.
Uno degli aspetti più interessanti dello studio emerge mettendo in relazione l'incremento dei punteggi Lea con quello della spesa pro capite sostenuta nel quinquennio. Secondo Cicchetti, i risultati mostrano uno scenario in parte inatteso. La Calabria registra infatti il maggiore incremento dei Lea in rapporto alla crescita della spesa, seguita da Liguria e Lombardia.
Tra il 2020 e il 2024 la Calabria ha aumentato la spesa di 314 euro pro capite, ottenendo contemporaneamente un incremento di 20 punti Lea, pari a una crescita del 46%. Il rapporto calcolato nello studio è di circa 16 euro per ogni punto Lea guadagnato.
La Liguria, con 305 euro pro capite aggiuntivi, migliora invece di 17 punti, pari al 25%, con circa 21 euro per punto Lea.
La Lombardia registra un aumento della spesa di 258 euro pro capite e contemporaneamente migliora il proprio punteggio di 12,5 punti, con una crescita del 16%.
L'analisi mostra quello che non ti aspetti
, osserva Cicchetti, evidenziando come tra le prime otto Regioni di questa particolare graduatoria quattro siano interessate da tempo da piani di rientro.
Una lettura differente riguarda alcune delle Regioni tradizionalmente ai vertici delle valutazioni sui Lea.
Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, pur presentando livelli di assistenza elevati, occupano infatti posizioni meno avanzate nella graduatoria che mette in relazione miglioramento dei punteggi e incremento della spesa.
Un risultato che, secondo Cicchetti, deve essere interpretato considerando il livello di partenza: È più difficile migliorarsi quando si è già molto efficienti ed efficaci
.
Il Veneto, nel quinquennio considerato, aumenta il punteggio Lea dell'11,3%, con una spesa stimata di 30 euro per ogni punto aggiuntivo.
La Toscana registra una crescita del 7%, con circa 36 euro per punto Lea guadagnato.
Più contenuto l'incremento dell'Emilia-Romagna, pari al 3%, corrispondente a 2,7 punti aggiuntivi in cinque anni, a fronte di una crescita della spesa pro capite di 107 euro rispetto al 2020.
Piani di rientro utili, ma da soli non bastano
L'analisi dedica particolare attenzione anche ai piani di rientro, che negli anni hanno rappresentato uno dei principali strumenti utilizzati per affrontare gli squilibri economici dei sistemi sanitari regionali.
Secondo gli autori, la disciplina introdotta attraverso questi strumenti potrebbe aver rappresentato una condizione importante per favorire il recupero di alcune Regioni, ma non sarebbe sufficiente da sola a garantire la convergenza delle performance.
La proposta è quindi quella di sviluppare un modello di governance tra Stato e Regioni più articolato, caratterizzato da un ruolo tecnico più robusto del livello nazionale, mantenendo al tempo stesso il principio della collaborazione istituzionale con i territori.
Affiancamento anche per le Regioni con i conti in ordine
Un altro elemento rilevante riguarda la necessità di non valutare le performance regionali esclusivamente attraverso l'equilibrio economico.
Una Regione può infatti avere i conti in ordine e presentare contemporaneamente criticità organizzative o difficoltà nell'erogazione di determinate prestazioni, come può accadere, ad esempio, nella gestione delle liste d'attesa.
Per questo, secondo il paper, i percorsi di affiancamento dovrebbero poter riguardare anche sistemi regionali economicamente equilibrati ma caratterizzati da deficit di performance sanitaria o organizzativa.
Nei casi più critici potrebbe essere presa in considerazione anche una riduzione degli spazi di autonomia in specifici ambiti, non soltanto in presenza di squilibri finanziari, ma anche quando emergano deficit significativi nell'erogazione dei Lea.

