Televisita: come funziona il modello nazionale Agenas in 5 fasi

Scritto il 19/07/2026
da Federica Magni

Il modello nazionale di erogazione della Televisita definito da Agenas, scandisce in cinque fasi (dalla richiesta alla refertazione) le condizioni di utilità e sicurezza clinica della prestazione a distanza, valide su tutto il territorio nazionale.

Il documento e il suo scopo

televisita

L'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha pubblicato, nell'ambito della Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), il documento analitico sul modello orientativo di erogazione della Televisita (1), tuttora il riferimento nazionale in vigore per l'organizzazione del servizio.

Il testo traduce in un workflow operativo la definizione di Televisita fissata dall'Accordo Stato, Regioni e Province Autonome del 17 dicembre 2020 (2): un atto medico sincrono a distanza che, ribadisce il documento, non può mai sostituire in modo automatico la relazione medico-paziente in presenza, né la prima visita, se non per specifiche necessità cliniche riconosciute dal medico.

Le cinque fasi del modello

Il modello scandisce l'intero percorso in cinque sezioni concatenate tra loro:

  1. richiesta e prescrizione della Televisita, da parte del MMG/PLS, dello specialista o su richiesta dello stesso assistito
  2. verifica di eseguibilità, che il medico esegue valutando utilità clinica, sicurezza clinica, consenso informato e compliance digitale del paziente
  3. preparazione, con prenotazione tramite CUP, invio del link di accesso alla piattaforma e verifica amministrativa
  4. erogazione della prestazione, articolata in collegamento, condivisione della documentazione clinica, raccolta dell'anamnesi, esecuzione della parte di esame obiettivo possibile a distanza e conclusioni al paziente
  5. refertazione, da parte dello specialista, oppure annotazione, nel caso del MMG/PLS

I paletti sulla sicurezza clinica

Il documento insiste su un punto: la Televisita è sicura solo quando consente al medico di raccogliere anamnesi ed esame obiettivo in quantità e qualità sufficienti a rispondere al quesito clinico posto.

Per questo la prestazione resta vietata in condizioni di emergenza con pericolo di vita imminente, ed è sconsigliata (anche se non esclusa) per i pazienti non ancora conosciuti dal medico. Il testo ricorda anche che un semplice smartphone collegato a Internet difficilmente garantisce la qualità audio-video necessaria per un esame clinico affidabile.

Cosa cambia nell'operatività, anche per gli infermieri

La Matrice delle responsabilità allegata al documento assegna un ruolo operativo diretto al personale infermieristico e amministrativo: raccolta dei consensi al trattamento dei dati e all'esecuzione della prestazione, programmazione e prenotazione, invio del link di accesso all'ambulatorio virtuale, check tecnologico e richiesta/verifica della documentazione sanitaria del paziente.

Il modello si applica a cure primarie, specialistica ambulatoriale, case della Comunità, servizi di salute mentale, assistenza domiciliare e cure palliative, RSA, ospedali di comunità e dipartimenti di sanità pubblica.

Un tassello nel quadro della sanità digitale

Il documento sulla Televisita si affianca agli analoghi modelli orientativi già pubblicati da Agenas per Teleassistenza, Teleconsulto e Telemonitoraggio/Telecontrollo, e al più recente Glossario nazionale di Telemedicina, pensato per uniformare definizioni e terminologia tra i sistemi regionali (3).

Insieme, questi strumenti compongono il quadro di riferimento previsto dalla Missione 6 Salute del PNRR per l'interoperabilità dei servizi di telemedicina su tutto il territorio nazionale.

Fonti

  1. Agenas – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Documento analitico sul modello orientativo di erogazione della Televisita
  2. Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 17 dicembre 2020, Rep. Atti n. 215/CSR. Indicazioni nazionali per l'erogazione delle prestazioni in telemedicina.
  3. Agenas – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Pubblicato il Glossario nazionale di Telemedicina