Sardegna, Uil Fpl: pochi posti a Infermieristica nonostante la carenza

Scritto il 09/07/2026
da Redazione

In Sardegna migliaia di giovani vorrebbero intraprendere la professione infermieristica, ma l'offerta formativa continua a essere insufficiente rispetto alla domanda. È la denuncia lanciata dalla Uil Fpl Sardegna, che parla di una situazione "paradossale": mentre il Servizio sanitario regionale soffre una grave carenza di personale, centinaia di aspiranti infermieri restano esclusi dai corsi di laurea per il numero limitato di posti disponibili. Secondo il sindacato, questa criticità rischia di aggravarsi ulteriormente alla luce del recente protocollo di collaborazione tra Italia e India per il reclutamento di professionisti sanitari, che potrebbe portare nel nostro Paese circa 10 mila infermieri.

In Sardegna mancano 3mila infermieri

A lanciare l'allarme sono il segretario generale della Uil Fpl Sardegna Mimmo Foddis, il segretario organizzativo Massimo Marceddu e il segretario Fabio Sanna.

In Sardegna mancano circa 3 mila infermieri per raggiungere gli standard europei. Adesso, con il protocollo Italia-India appena firmato, arriveranno in Italia circa 10mila infermieri: un esercito che rischia di tagliare fuori tantissimi giovani che avrebbero voluto lavorare come infermieri, affermano i rappresentanti sindacali.

Per la Uil Fpl il ricorso al reclutamento internazionale non può sostituire una programmazione efficace della formazione universitaria e delle politiche di valorizzazione delle professioni sanitarie.

Il paradosso dei test di ammissione

Secondo il sindacato, la Sardegna rappresenta un caso particolare rispetto a molte altre regioni italiane.

Mentre in 15 regioni si registra una carenza di iscritti ai test di Infermieristica, in Sardegna i candidati sono circa 800, ma i posti disponibili sono appena 330, sottolinea la Uil Fpl.

La situazione riguarda anche altre professioni sanitarie. Per il corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica si registrano circa 300 candidati a fronte di 58 posti disponibili, mentre per Tecniche di Laboratorio Biomedico gli aspiranti sarebbero 102 per 53 posti.

Per il sindacato si tratta di una situazione aberrante e inaccettabile, che impedisce a numerosi giovani di accedere alla formazione universitaria nonostante il fabbisogno di personale del sistema sanitario.

Le proposte della Uil Fpl

Per affrontare il problema, la Uil Fpl chiede un intervento immediato della politica e della Regione Sardegna.

Tra le proposte avanzate figurano:

  • l'ampliamento straordinario dei posti nei corsi di laurea delle professioni sanitarie
  • la delocalizzazione dei poli didattici sul territorio regionale
  • assegni di studio per gli studenti di Infermieristica, Tecniche di Radiologia Medica e Tecniche di Laboratorio Biomedico
  • politiche di attrattività e fidelizzazione dei professionisti

Secondo il sindacato, occorre programmare il fabbisogno di personale partendo dalla formazione dei giovani del territorio, evitando di dover ricorrere sistematicamente al reclutamento dall'estero.

Importare professionisti senza cambiare il sistema

La Uil Fpl sottolinea inoltre che il ricorso a professionisti stranieri non può rappresentare una soluzione strutturale.

Importare professionisti dall'estero senza cambiare le regole del gioco è un investimento a perdere, affermano Foddis, Marceddu e Sanna.

Per il sindacato è necessario rendere maggiormente attrattive le professioni sanitarie attraverso retribuzioni adeguate, percorsi di carriera più chiari, valorizzazione delle competenze specialistiche, stabilizzazione del personale e misure di welfare, come interventi per facilitare l'accesso all'abitazione.

La richiesta di una Conferenza regionale

La Uil Fpl Sardegna chiede infine la convocazione di un tavolo di confronto permanente dedicato alla programmazione del personale sanitario.

L'obiettivo è istituire una Conferenza regionale sulle professioni sanitarie e sociali, coinvolgendo Regione, Università e parti sociali per pianificare il fabbisogno di infermieri e degli altri professionisti sanitari nei prossimi anni.

La questione si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla carenza di personale del Servizio sanitario nazionale. Se da un lato molte aziende sanitarie faticano a reperire infermieri, dall'altro alcune realtà universitarie continuano a registrare un numero di aspiranti superiore ai posti disponibili. Un divario che, secondo la Uil Fpl Sardegna, richiede una programmazione più coerente tra formazione, fabbisogno occupazionale e politiche di reclutamento.