Sanità italiana: cure di qualità, ma fiducia e sostenibilità frenano il SSN

Scritto il 08/07/2026
da Chiara Sideri

La sanità italiana continua a distinguersi per qualità delle cure e risultati clinici, ma fatica a trasformare questa eccellenza in fiducia pubblica, accessibilità percepita e sostenibilità. È questa la fotografia proposta dall’AI Reputation Index Healthcare Italia, sviluppato da Cogit AI per Forbes Italia e presentato nel contesto del convegno Forbes Italia, che assegna al comparto healthcare italiano un punteggio complessivo di 58/100 [1]. Il dato non misura direttamente la qualità clinica dell’assistenza né gli esiti sanitari del Servizio sanitario nazionale, ma sintetizza la reputazione del settore healthcare attraverso un modello che integra più dimensioni: qualità delle cure, fiducia pubblica, governance, sostenibilità finanziaria, accessibilità, innovazione e comunicazione istituzionale [1].

Una reputazione in zona di transizione

Secondo il report, il sistema sanitario italiano si colloca in una “zona di transizione”: non in crisi conclamata, ma neppure in una condizione reputazionale consolidata. Il punteggio complessivo di 58/100 deriva da una performance disomogenea: il sistema mostra valori elevati nella qualità clinica, ma risultati più deboli nelle dimensioni legate a sostenibilità, accessibilità e fiducia pubblica.

DimensioneItaliaMedia OCSEGap
Qualità delle cure7268+4
Innovazione e digitale6264-2
Comunicazione istituzionale6065-5
Fiducia pubblica5874-16
Governance e trasparenza5566-11
Accessibilità ed equità4870-22
Sostenibilità finanziaria4468-24

La lettura proposta dagli autori è netta: la reputazione della sanità italiana non è compromessa dalla qualità clinica, ma dalle fragilità strutturali che incidono sull’esperienza quotidiana dei cittadini.

Il paradosso dell’eccellenza

Il report definisce questa condizione come “paradosso dell’eccellenza”: il SSN mantiene performance cliniche elevate, ma non riesce a trasformarle pienamente in reputazione sistemica.

La distanza tra qualità clinica e percezione pubblica emerge soprattutto da un dato: la fiducia nei medici viene indicata all’82%, mentre la fiducia nel SSN si ferma al 47%. È un divario rilevante, perché suggerisce una frattura tra la fiducia verso i professionisti e quella verso l’organizzazione complessiva dei servizi.

Per infermieri e professionisti sanitari questo elemento è centrale: la reputazione del sistema non dipende solo dagli esiti, ma anche dall’accessibilità, dai tempi di risposta, dalla comunicazione, dalla continuità assistenziale e dalla capacità di presa in carico.

Accessibilità

La seconda area critica è l’accessibilità, con un punteggio di 48/100. Il report richiama alcuni indicatori particolarmente sensibili: il 33% dei cittadini attende oltre tre mesi per esami diagnostici, il 27% per visite specialistiche e il 7,2% rinuncia alle cure. Viene inoltre indicata una mobilità sanitaria pari a circa 5 miliardi di euro.

Questo è uno dei passaggi più importanti per leggere la reputazione del SSN. Un sistema può ottenere buoni outcome clinici, ma perdere fiducia se l’accesso percepito è difficile, disomogeneo o economicamente gravoso.

Le liste d’attesa, in particolare, vengono indicate dal report come uno dei pattern reputazionali più critici, perché incidono direttamente sull’esperienza dei cittadini e sulla percezione di equità del sistema.

Innovazione e digital health

La dimensione innovazione e digitale ottiene 62/100, vicino alla media OCSE indicata nel report. Il documento richiama un mercato della digital health pari a 4,2 miliardi di euro, una crescita della telemedicina e un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella diagnostica e nella sanità digitale.

Tuttavia, il report evidenzia anche una criticità strutturale: l’interoperabilità dei sistemi resta frammentata e il Fascicolo sanitario elettronico, pur in crescita, non rappresenta ancora un’infrastruttura pienamente omogenea.

Questo punto è coerente con il dibattito europeo sull’intelligenza artificiale in sanità: l’AI Act europeo considera ad alto rischio anche molti sistemi di IA destinati a finalità mediche, che devono rispettare requisiti di gestione del rischio, qualità dei dati, trasparenza e supervisione umana [4].

Nord e Sud

Il report dedica attenzione anche al divario Nord-Sud, definito come frattura territoriale. Il Nord viene descritto come area con maggiore solidità strutturale, mentre Sud e Isole risultano più esposti a criticità su mobilità sanitaria, accessibilità e capacità di trattenere pazienti.

Viene indicata una mobilità sanitaria pari a 5 miliardi di euro e un flusso annuo di circa 670.000 pazienti dal Mezzogiorno verso altre aree del Paese. Anche qui, il dato va riportato con prudenza e attribuito al report: il fenomeno descrive una pressione reputazionale e organizzativa, ma richiede sempre lettura per singole Regioni, specialità e percorsi assistenziali.