La Corte dei conti segnala un peggioramento della capacità di spesa del Ministero della Salute

Scritto il 25/06/2026
da Redazione

Gli stanziamenti del Ministero della Salute hanno raggiunto nel 2025 i 3,24 miliardi di euro, con un incremento del 18,3% rispetto all'anno precedente. Il dato, evidenziato dalla Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti, racconta però solo una parte della realtà. Parallelamente alla crescita delle risorse disponibili, infatti, si registra un peggioramento della capacità di trasformare i finanziamenti in spesa effettiva, investimenti e interventi concreti. Si tratta di un elemento che assume particolare rilevanza in una fase in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato ad affrontare sfide complesse: attuazione del PNRR, sviluppo dell'assistenza territoriale, carenza di professionisti sanitari e crescente domanda di presa in carico delle cronicità.

La spesa del Ministero della Salute supera i 3,2 miliardi

Secondo la Corte dei conti, gli stanziamenti finali del Ministero della Salute si sono attestati a 3.244,8 milioni di euro. La gran parte delle risorse continua a concentrarsi nella missione "Tutela della salute", che assorbe il 76,7% delle disponibilità complessive.

Le missioni dedicate a "Ricerca e innovazione" e ai "Servizi istituzionali e generali della Pubblica amministrazione" rappresentano invece rispettivamente il 18,1% e il 5,2% delle risorse.

La distribuzione dei fondi conferma quindi una forte focalizzazione sulle attività strettamente connesse alla tutela sanitaria, ma evidenzia anche la necessità di garantire capacità operative e organizzative adeguate per tradurre gli stanziamenti in interventi concreti.

Peggiora la capacità di spesa del Ministero

Il dato più significativo della Relazione riguarda la capacità di utilizzo delle risorse.

Nel corso del 2025 il Ministero ha avuto a disposizione una massa impegnabile di 2,712 miliardi di euro, al netto delle risorse residue legate all'emergenza Covid-19. Gli impegni complessivi si sono fermati a 2,317 miliardi, determinando una capacità di impegno dell'85,5%, in diminuzione di oltre quattro punti percentuali rispetto al 2024.

Ancora più evidente risulta il rallentamento dei pagamenti. Il tasso di finalizzazione della spesa è sceso al 45,2%, contro il 50,3% dell'anno precedente e il 59,5% registrato nel 2023.

Dal punto di vista organizzativo, questo dato suggerisce una crescente difficoltà nel convertire le risorse disponibili in programmi, investimenti e attività operative nei tempi previsti. Non si tratta quindi di una mera questione contabile, ma di un indicatore che misura la capacità amministrativa del sistema di mettere a terra le politiche sanitarie.

Gli investimenti restano il punto più critico

La contrazione della capacità di spesa riguarda soprattutto la componente in conto capitale, cioè gli investimenti.

Il dato assume particolare rilievo in una fase in cui il sistema sanitario deve completare numerosi interventi di modernizzazione, dalla digitalizzazione dei servizi al potenziamento delle infrastrutture territoriali previste dal PNRR.

Quando gli investimenti rallentano, il rischio è duplice. Da un lato si allungano i tempi di realizzazione delle riforme; dall'altro si riduce la capacità del sistema di rispondere in maniera strutturale ai bisogni assistenziali della popolazione.

La stessa missione "Tutela della salute" mostra un peggioramento della capacità di spesa, con un tasso di finalizzazione che passa dal 45,3% al 39,6%.

Meno pagamenti complessivi nel 2025

I pagamenti complessivi effettuati dal Ministero sono diminuiti del 5%, passando da 2.093,3 milioni di euro nel 2024 a 1.988,1 milioni nel 2025.

La quasi totalità dei pagamenti continua a essere assorbita dalla spesa corrente, che rappresenta il 94,2% del totale. Soltanto il 5,8% riguarda invece la spesa in conto capitale.

Questa composizione evidenzia una caratteristica ormai consolidata della sanità italiana: il peso predominante delle spese necessarie a garantire il funzionamento ordinario del sistema, rispetto alle risorse destinate all'innovazione e al rafforzamento strutturale.

Più risorse non bastano senza capacità di attuazione

La Relazione della Corte dei conti consegna un messaggio chiaro: nel 2025 il Ministero della Salute ha potuto contare su risorse in aumento, ma ha incontrato maggiori difficoltà nel trasformarle in spesa effettiva e investimenti.

Il tema centrale non appare quindi quello della disponibilità finanziaria in senso stretto, bensì la capacità di attuazione delle politiche sanitarie.

In una fase cruciale per il futuro del Servizio sanitario nazionale, la sfida non sarà soltanto reperire nuovi fondi, ma garantire che le risorse disponibili possano tradursi in servizi, infrastrutture, innovazione organizzativa e migliori condizioni di lavoro per i professionisti sanitari.