Sanità pubblica, la Cgil lancia l’allarme: «Al Civile mancano 300 infermieri»

Scritto il 19/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri, il sottofinanziamento della sanità pubblica e le difficoltà di reclutamento continuano a preoccupare il mondo sindacale. A rilanciare il tema è la Fp Cgil, che nella giornata del 18 giugno ha organizzato un presidio davanti agli Spedali Civili di Brescia nell’ambito della campagna nazionale per la raccolta firme a sostegno delle proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e diritti negli appalti. L’iniziativa è stata anche l’occasione per accendere i riflettori sulle criticità che interessano il sistema sanitario lombardo e, in particolare, uno dei principali ospedali della regione.

Al Civile mancano 300 infermieri

A evidenziare il problema è stato Michele Vannini, segretario nazionale della Fp Cgil con delega alla Sanità, intervenuto nel corso della giornata.

Gli Spedali Civili rappresentano il luogo simbolico per questo presidio: qui mancano circa 300 infermieri e il tetto alle assunzioni consentirebbe di assumerne soltanto una cinquantina, ha dichiarato.

Secondo il dirigente sindacale, la difficoltà nel reperire personale non rappresenta un fenomeno isolato ma il risultato di una crisi più ampia che coinvolge l'intero sistema sanitario nazionale.

Da due anni i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica superano il numero degli iscritti. È un segnale evidente di quanto la professione stia perdendo attrattività e di come le condizioni di lavoro all’interno degli ospedali siano diventate sempre più difficili, ha aggiunto.

Sanità pubblica e investimenti

Nel corso dell’iniziativa, la Fp Cgil ha ribadito la necessità di rafforzare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, richiamando il tema degli investimenti pubblici.

La sanità rappresenta un patrimonio da difendere e uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione, ha sottolineato Vannini.

Secondo il sindacato, il sistema sanitario italiano continua a rappresentare un’eccellenza, ma risente degli effetti di anni di sottofinanziamento e di una spesa sanitaria che resta inferiore rispetto a quella di molti altri Paesi europei.

Infermieri sempre più difficili da reperire

Il tema della carenza infermieristica è ormai al centro del dibattito nazionale. Pensionamenti, dimissioni volontarie, migrazione verso l’estero e riduzione dell’interesse per i corsi di laurea stanno contribuendo a ridurre il numero di professionisti disponibili.

Una situazione che interessa anche la Lombardia, dove numerose aziende sanitarie segnalano difficoltà nel coprire gli organici e nel garantire il turnover del personale.

Per la Fp Cgil, il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso nuove assunzioni, ma richiede interventi strutturali capaci di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie, migliorando retribuzioni, condizioni di lavoro, sicurezza e prospettive di carriera.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre ribadito come le criticità non riguardino esclusivamente il personale impiegato nelle strutture pubbliche.

Quando parliamo di sanità pubblica non dobbiamo pensare soltanto agli ospedali, ma anche alle RSA, ai servizi territoriali e a tutti i lavoratori che operano nel settore sociosanitario, hanno sottolineato i rappresentanti della Cgil bresciana.

La giornata si è conclusa con l’iniziativa “Voci dagli ospedali di Gaza”, un momento di approfondimento dedicato alle conseguenze dei conflitti sui sistemi sanitari e sul lavoro degli operatori della salute.