Tensione durante le dimissioni: attivato allarme anti-violenza
Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario.
Secondo quanto riferito dalla Questura di Como, l’intervento della polizia è scattato intorno alle 2.40, dopo l’attivazione del sistema anti-violenza in dotazione al personale sanitario.
Il protagonista della vicenda sarebbe un giovane di 23 anni, residente in provincia di Como, giunto in ospedale alcune ore prima a bordo di un’ambulanza. Il ragazzo era stato accompagnato al pronto soccorso per accertamenti sanitari a causa di uno stato di alterazione attribuito all’abuso di alcol.
La situazione sarebbe degenerata al momento delle dimissioni.
Secondo la ricostruzione fornita dagli operatori sanitari, il giovane sarebbe stato invitato più volte a lasciare la struttura, ma avrebbe reagito con atteggiamenti aggressivi, rivolgendosi agli infermieri con minacce e lanciando alcuni oggetti all’interno del reparto.
L’episodio avrebbe creato momenti di forte tensione tra il personale e gli utenti presenti, rendendo necessario l’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato.
Una volta riportata la calma, il 23enne è stato accompagnato in questura per gli accertamenti di rito.
Al termine delle verifiche, è stato denunciato in stato di libertà per aggressione e minacce nei confronti del personale sanitario e per interruzione di pubblico servizio.
Un fenomeno che continua a preoccupare gli infermieri
L’episodio avvenuto al Sant’Anna riporta al centro il tema della sicurezza degli operatori sanitari. Nonostante le recenti misure legislative introdotte per contrastare le aggressioni in sanità, infermieri e professionisti dell’emergenza continuano a essere esposti a episodi di violenza durante lo svolgimento della loro attività.
Pronto soccorso, reparti di emergenza e servizi territoriali rappresentano oggi i contesti maggiormente a rischio, in un quadro già caratterizzato da carenza di personale, elevati carichi assistenziali e crescente pressione organizzativa.
Per le organizzazioni professionali e sindacali, ogni nuovo episodio conferma la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e tutela degli operatori, affinché chi si occupa della salute dei cittadini possa lavorare in condizioni di maggiore sicurezza.

