La vera sfida non è formare più infermieri, ma trattenerli

Scritto il 15/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario italiano. Ma aumentare il numero di posti nei corsi di laurea potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema. A sostenerlo sono Andrea Bassetti e Giuseppe Varagone, segretari generali della Uil Fp del Trentino per i comparti Autonomie Locali e Sanità, che invitano istituzioni e aziende sanitarie a concentrarsi sulle reali condizioni di lavoro offerte ai professionisti. Una riflessione che arriva mentre la provincia di Trento registra una carenza stimata tra 430 e 450 infermieri e si prepara ad affrontare nei prossimi anni una significativa ondata di pensionamenti.

Più laureati non significa più infermieri in corsia

Negli ultimi vent'anni il sistema universitario italiano ha progressivamente aumentato i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica, con l'obiettivo di rispondere al crescente fabbisogno di personale sanitario.

Secondo la Uil Fp, tuttavia, il problema oggi non riguarda soltanto la formazione.

Formare più infermieri non basta se non si rendono più attrattive le condizioni del lavoro, sottolineano Bassetti e Varagone.

Una posizione che riflette una criticità ormai diffusa in molte regioni italiane: mentre il fabbisogno continua a crescere, sempre meno giovani considerano la professione infermieristica una scelta in grado di garantire prospettive adeguate dal punto di vista economico, professionale e personale.

Il divario tra formazione e realtà lavorativa

Secondo il sindacato, la professione infermieristica continua a rappresentare una delle colonne portanti del sistema sanitario, richiedendo competenze cliniche, relazionali e organizzative sempre più avanzate.

Tuttavia, esisterebbe ancora una forte distanza tra quanto viene prospettato durante il percorso universitario e le condizioni che molti professionisti trovano una volta entrati nel mondo del lavoro.

Turni sulle 24 ore, lavoro notturno e festivo, carichi assistenziali elevati, difficoltà nella conciliazione tra vita privata e professionale, episodi di aggressione e responsabilità crescenti sono alcuni dei fattori che incidono sulla capacità del sistema di attrarre e trattenere personale.

Servono stipendi adeguati e reali prospettive di crescita

Per la Uil Fp la sfida non è soltanto aumentare il numero degli iscritti ai corsi di laurea, ma costruire una professione capace di offrire prospettive concrete anche dopo il conseguimento del titolo.

Occorre costruire una professione attrattiva non solo durante gli studi, ma anche dopo la laurea. Una professione capace di offrire prospettive di crescita, retribuzioni adeguate, ambienti di lavoro sostenibili e una reale qualità della vita, affermano Bassetti e Varagone.

Secondo il sindacato, ai giovani deve essere presentata una fotografia completa della professione, senza nascondere le difficoltà ma consentendo una scelta consapevole e informata.

Sempre più infermieri guardano all’estero

La Uil richiama inoltre l'attenzione sul crescente numero di professionisti che scelgono di trasferirsi fuori regione o all'estero alla ricerca di migliori condizioni economiche e organizzative.

Un fenomeno che interessa anche il Trentino e che contribuisce ad aggravare la carenza di personale nelle strutture sanitarie pubbliche, nelle RSA e nei servizi territoriali.

Mentre il sistema sanitario necessita di sempre più professionisti, un numero crescente di giovani guarda altrove, spesso fuori dai confini nazionali, evidenziano i rappresentanti sindacali.