La riforma sanitaria e il passaggio del Villa Scassi
A Genova cresce il malcontento tra alcuni vincitori del concorso pubblico unificato per 641 infermieri.
Secondo quanto riferito dai candidati, poche settimane dopo la chiusura delle iscrizioni è entrata nel vivo la riforma organizzativa della sanità ligure che ha portato alla costituzione della nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM) e alla ridefinizione delle competenze delle aziende coinvolte. In questo contesto, l’ospedale Villa Scassi è passato sotto la gestione del Policlinico San Martino.
È proprio questo passaggio che avrebbe generato i principali interrogativi tra i partecipanti al concorso.
Molti candidati sostengono infatti di aver scelto Asl3 anche in considerazione delle opportunità occupazionali offerte dal Villa Scassi e oggi chiedono di conoscere quale sarà la loro effettiva destinazione lavorativa una volta completate le procedure di assunzione.
I dubbi dei vincitori
Dopo la pubblicazione delle graduatorie, avvenuta il 5 maggio scorso, alcuni vincitori hanno iniziato a contattare gli uffici competenti per ottenere chiarimenti.
Secondo le testimonianze raccolte, le risposte ricevute dalle diverse amministrazioni avrebbero generato ulteriore incertezza. Alcuni candidati riferiscono di aver appreso che le future assunzioni di Asl3 sarebbero orientate prevalentemente verso i servizi territoriali, mentre l’ospedale Villa Scassi rientrerebbe ormai nella programmazione della nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana.
Una situazione che, secondo i segnalanti, rischierebbe di modificare le aspettative maturate al momento della presentazione della domanda.
Le assegnazioni del San Martino
Ulteriori perplessità sarebbero emerse dopo l’avvio delle chiamate da parte del Policlinico San Martino.
Secondo la documentazione condivisa da alcuni candidati, ai vincitori inseriti nella graduatoria del San Martino sarebbe stata richiesta l’indicazione della preferenza tra il Policlinico e l’ospedale Villa Scassi per la presa di servizio. Una circostanza che ha alimentato il dibattito tra gli infermieri coinvolti, soprattutto tra coloro che avevano partecipato al concorso scegliendo ASL3.
Una questione che riguarda anche il territorio
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, quello della carenza infermieristica che interessa la Liguria e molte altre regioni italiane.
Tra i candidati prevale la richiesta di maggiore chiarezza sulle modalità di assegnazione e sulle conseguenze operative della riforma sanitaria regionale. Il timore espresso da alcuni è che possano aumentare le rinunce alle assunzioni, soprattutto tra chi aveva maturato aspettative differenti rispetto alla sede di destinazione.
Attesa per eventuali chiarimenti ufficiali
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali che abbiano affrontato nel dettaglio le questioni sollevate dai candidati. Proprio per questo motivo diversi vincitori chiedono alle aziende coinvolte e alla Regione Liguria di fornire indicazioni chiare sulle assegnazioni e sulla gestione dei posti originariamente previsti nei diversi presidi.
La questione, al di là delle singole posizioni, apre un tema più generale: come garantire trasparenza e certezza delle destinazioni nei grandi concorsi sanitari quando, nel frattempo, cambiano gli assetti organizzativi del sistema sanitario.

