Assenteismo nella sanità casertana, sospesi sei operatori tra medici e infermieri

Scritto il 18/05/2026
da Redazione

Sei operatori sanitari dell’Asl di Caserta, tra medici e infermieri, sono stati sospesi per dodici mesi dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio nell’ambito di un’indagine sull’assenteismo nella sanità pubblica. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del NAS di Caserta ed è coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Secondo l’accusa, i dipendenti avrebbero falsamente attestato la propria presenza in servizio attraverso timbrature irregolari dei badge, per poi allontanarsi dalla struttura sanitaria durante l’orario di lavoro e svolgere attività personali.

False timbrature e badge scambiati

carabinieri nas

Il provvedimento cautelare interdittivo è stato emesso dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse contestate, a vario titolo e in forma continuata, riguardano false attestazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.

L’indagine dei NAS sarebbe partita da servizi di osservazione e pedinamento, che avrebbero documentato diversi allontanamenti ingiustificati dal posto di lavoro. Successivamente, l’Autorità giudiziaria ha autorizzato l’installazione di telecamere nascoste vicino agli ingressi e alle postazioni di timbratura.

Dalle immagini e dai controlli sarebbe emerso un presunto sistema di scambio di favori tra dipendenti per simulare la presenza in servizio.

Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figura quello di un infermiere che, pur risultando assente per malattia, si sarebbe recato in ospedale solo per timbrare il cartellino di un collega. Dopo la timbratura, sarebbe stato seguito dai Carabinieri mentre effettuava acquisti personali in un negozio di telefonia all’interno di un centro commerciale.

L’indagine coinvolge anche figure dirigenziali. Un medico dirigente, dopo aver registrato la presenza per partecipare a una sessione di aggiornamento professionale, si sarebbe allontanato dalla struttura per recarsi dal barbiere e poi tornare a casa.

Danno erariale e impatto sui servizi

Secondo gli investigatori, le condotte contestate avrebbero prodotto un danno erariale stimato in circa 15mila euro, legato alla percezione di retribuzioni per prestazioni lavorative non effettuate.

Ma il nodo più rilevante riguarda l’effetto sui servizi. L’assenteismo in ambito sanitario non incide solo sui bilanci pubblici, può rallentare l’attività assistenziale, aggravare le liste d’attesa e aumentare i disagi per i cittadini, in particolare per i pazienti più fragili.

La vicenda riporta al centro il tema della responsabilità professionale nella sanità pubblica. In un sistema già segnato da carenze di personale, carichi di lavoro elevati e difficoltà organizzative, condotte di questo tipo rischiano di danneggiare non solo l’ente pubblico, ma anche la fiducia dei cittadini e il lavoro della grande maggioranza dei professionisti che garantiscono ogni giorno i servizi.

Il procedimento è nella fase cautelare e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.