Lauree magistrali cliniche, la replica di Nursing Up a FNOMCeO

Scritto il 23/02/2026
da Redazione

Le nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico, istituite con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, diventano terreno di confronto tra medici e infermieri. Il Consiglio nazionale della FNOMCeO chiede una modifica del decreto, mentre Nursing Up replica che la norma richiamata non riguarda le competenze infermieristiche e non limita l’evoluzione della professione.

La mozione dei medici e il nodo della prescrizione

antonio de palma

Antonio De Palma, presidente Nursing Up

Il Consiglio nazionale della FNOMCeO ha approvato una mozione con cui sollecita una revisione del decreto che istituisce tre nuove lauree magistrali a indirizzo clinico per gli infermieri.

Nel mirino, in particolare, la previsione che nei percorsi specialistici possa essere contemplata la prescrizione di trattamenti assistenziali, presidi, ausili e tecnologie in ambiti come cure di comunità, area neonatale pediatrica e area intensiva.

Secondo la mozione, tale formulazione potrebbe incidere sull’esclusività della diagnosi medica.

A sostegno della propria posizione, la Federazione dei medici richiama l’articolo 7 della Legge 23 settembre 2025, n. 132, che disciplina l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale in sanità, precisando che la decisione clinica resta sempre in capo agli esercenti la professione medica.

La norma citata non riguarda le lauree infermieristiche

Di diverso avviso Nursing Up, che definisce la mozione “quantomeno fantasiosa” e sostiene che la norma richiamata non abbia alcuna attinenza con il decreto sulle lauree magistrali infermieristiche.

Secondo il sindacato, l’articolo citato disciplina esclusivamente il rapporto tra strumenti tecnologici e responsabilità clinica del medico, senza intervenire sul perimetro delle competenze assistenziali delle altre professioni sanitarie.

Il presidente nazionale Antonio De Palma sottolinea che la disposizione non definisce né limita le competenze infermieristiche e non può essere interpretata come un vincolo all’evoluzione formativa della professione.

Per Nursing Up, richiamare quella norma per contestare il decreto del MUR significherebbe attribuirle un ambito che non le appartiene.

Il confronto si inserisce in una fase di ridefinizione dei percorsi formativi e dei modelli assistenziali. L’introduzione delle lauree magistrali cliniche rappresenta un passaggio atteso da anni e mira a formare infermieri con competenze avanzate in ambiti ad alta complessità.

Secondo De Palma, il sistema sanitario è per sua natura “fluido” e in costante trasformazione, con nuovi bisogni di salute e nuovi modelli organizzativi. In questa prospettiva, l’evoluzione delle competenze infermieristiche non può essere letta come una sottrazione di centralità al ruolo medico, ma come parte di un sistema integrato in cui ogni professione opera nel proprio alveo di responsabilità.

Il sindacato ribadisce che la diagnosi medica non è messa in discussione, ma evidenzia la necessità di un riconoscimento pieno delle competenze assistenziali autonome della professione infermieristica.