Riabilitazione post ictus, report ALICe: con ADI solo l'1,6%
Quanti ricoveri riabilitativi registra oggi l'Italia
Nel 2024 gli ospedali italiani hanno contato circa 292.000 ricoveri riabilitativi ordinari, oltre 7,6 milioni di giornate di degenza e quasi 24.000 posti letto dedicati. La degenza media sfiora i 26,4 giorni. Prima della pandemia i ricoveri superavano i 310.000 l'anno; nel 2020 le dimissioni sono crollate del 24% e da allora il sistema non ha recuperato i volumi di partenza.
Perché l'accesso alla riabilitazione cambia tra Regioni?
Il report misura differenze territoriali marcate. La Toscana registra 1,79 ricoveri ogni 1.000 abitanti, la Valle d'Aosta 8,10, e la dotazione di posti letto varia fino a quattro volte da una Regione all'altra. Lombardia, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento attirano pazienti da tutto il Paese, segno che una parte di chi ha bisogno di riabilitazione la cerca fuori dalla propria Regione.
Dove vanno i pazienti dopo la riabilitazione in ospedale?
La destinazione alla dimissione racconta il punto debole della filiera. Per ogni paziente che rientra a casa con l'ADI già attiva, più di cinquanta rientrano senza un'assistenza domiciliare strutturata.
| Destinazione alla dimissione | Quota dei pazienti |
|---|---|
| Domicilio | 82,9% |
| Domicilio con ADI attivata contestualmente | 1,6% |
| RSA o strutture residenziali territoriali | 1,7% |
| Altro istituto di riabilitazione | 1,2% |
| Altro regime di ricovero | 3,4% |
Fonte: report ALICe-Fondazione Gianfranco Salvini, elaborazione su dati SDO.
Che ruolo assegna FNOPI all'infermiere di famiglia e comunità
Secondo FNOPI i posti letto in più non bastano. La Federazione chiede di rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) e di costruire reti clinico-assistenziali integrate tra ospedale e territorio. Dentro queste reti l'infermiere di famiglia e comunità (IFeC) diventa, nelle parole del comunicato, lo «snodo cruciale per garantire la continuità assistenziale» nel passaggio dall'ospedale al domicilio.
FNOPI gli attribuisce tre compiti precisi: prevenire le complicanze, monitorare l'aderenza ai programmi riabilitativi territoriali, sostenere e formare i caregiver con un orientamento operativo sulla gestione quotidiana delle disabilità residue.
Cosa cambia per gli infermieri dopo il report ALICe?
Il report non introduce obblighi né nuove norme. Mette però un numero sul vuoto che gli IFeC dovrebbero coprire, e lo fa con dati ufficiali che Regioni e aziende sanitarie possono usare per ridisegnare i percorsi post ictus. Gli strumenti esistono già: il DM 77/2022 prevede un infermiere di famiglia e comunità ogni 3.000 abitanti e affida alle Centrali operative territoriali (COT) il coordinamento delle transizioni tra ospedale e domicilio.
Per chi lavora in riabilitazione la sfida riguarda la dimissione: preparare il rientro a casa insieme al territorio, coinvolgere il caregiver nell'addestramento prima che il paziente lasci il reparto, segnalare per tempo chi avrà bisogno di presa in carico. Per l'IFeC significa raggiungere, dentro quell'82,9% che torna a casa senza ADI, chi convive con disabilità residue da gestire ogni giorno.
Fonti
- FNOPI. Riabilitazione post ictus, ALICe presenta il primo report nazionale [Internet]. Roma: FNOPI; 15 ottobre 2026 [citato 15 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.fnopi.it/2026/10/15/alice-report/
- Ministero della Salute. Decreto 23 maggio 2022, n. 77. Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 144 del 22 giugno 2022. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/22/22G00085/sg
- A.L.I.Ce, Associazione per la lotta all'Ictus Cerebrale, visita il sito
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