Igiene delle mani e infezioni: 7 su 10 sono prevenibili

Scritto il 15/10/2026
da Davide Alborino

In Italia un paziente ricoverato su dieci ha un'infezione correlata all'assistenza e solo un letto su tre ha il gel idroalcolico a portata di mano. I dati di OMS, Istituto Superiore di Sanità e Cochrane dicono quanto pesa un gesto che in corsia molti ancora saltano.

L'igiene delle mani è la frizione con soluzione idroalcolica, o il lavaggio con acqua e sapone, eseguita nei cinque momenti indicati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Secondo il Global report on infection prevention and control dell'OMS, buone pratiche di prevenzione, con l'igiene delle mani in prima fila, possono evitare fino al 70% delle infezioni correlate all'assistenza (1). Le linee guida OMS sull'igiene delle mani fissano i tempi: 20-30 secondi per la frizione alcolica, 40-60 secondi per il lavaggio (2).

Quante infezioni si contraggono in ospedale, in Italia e nel mondo

Su 100 pazienti ricoverati in un ospedale per acuti, 7 nei Paesi ad alto reddito e 15 in quelli a medio e basso reddito contraggono almeno un'infezione correlata all'assistenza (ICA). In media uno su dieci muore a causa di quell'infezione, e quando il germe è resistente agli antimicrobici la mortalità raddoppia o triplica (1).

Per l'Italia il riferimento è la sorveglianza di prevalenza puntuale PPS3 coordinata da Istituto Superiore di Sanità e Università di Torino: a novembre 2022, in 325 ospedali e su 60.404 pazienti, la prevalenza di ICA era del 10,2%, dell'8% escludendo i casi di COVID-19 (3). Le localizzazioni più frequenti erano le basse vie respiratorie (19,2%), il sangue (18,8%), le vie urinarie (17,1%) e il sito chirurgico (10,5%).

Lo stesso report misura le resistenze: il 39% degli Acinetobacter isolati resisteva ai carbapenemi, il 33,6% degli Staphylococcus aureus all'oxacillina e il 13,3% delle Enterobacterales ai carbapenemi (3). Sono germi che passano da un paziente all'altro soprattutto attraverso le mani di chi assiste, ed è su questa catena che l'igiene delle mani interviene (2).

Perché l'igiene delle mani resta sottovalutata in corsia?

Il primo ostacolo è logistico. Nella PPS3 la quota media di letti con un dispenser di gel al punto di cura era del 37,2%, con Regioni sotto il 10% e altre oltre il 90% (3). Se il gel sta in fondo al corridoio, l'operatore deve scegliere tra il gesto corretto e il tempo che non ha.

Il report italiano aggiunge un dato da leggere con onestà: la sola presenza dei dispenser non risultava correlata in modo significativo alla prevalenza di ICA (3). Il dispenser è una condizione necessaria. Conta l'uso che se ne fa nei momenti giusti.

Il secondo ostacolo è l'abitudine. A Ginevra, prima della campagna descritta da Pittet e colleghi su The Lancet02814-2), il personale eseguiva l'igiene delle mani in meno della metà delle occasioni in cui serviva: 47,6% (4). Molti operatori sostituiscono il gesto con i guanti, che però non proteggono il paziente successivo se non si tolgono e non si frizionano le mani dopo averli rimossi (2).

Quanto riduce le infezioni un programma sull'igiene delle mani

Nello studio di Ginevra, tra il 1994 e il 1997, l'adesione salì dal 47,6% al 66,2%, il consumo di gel passò da 3,5 a 15,4 litri ogni 1.000 giornate di degenza e la prevalenza di infezioni scese dal 16,9% al 9,9% (4). Le trasmissioni di MRSA calarono da 2,16 a 0,93 episodi ogni 10.000 giornate. Si tratta di uno studio prima-dopo in un solo ospedale: documenta un'associazione forte, che da sola non dimostra il rapporto di causa.

Le sintesi successive confermano la direzione. La metanalisi a rete pubblicata sul BMJ su 41 studi conclude che la strategia multimodale OMS aumenta l'adesione degli operatori; aggiungere obiettivi espliciti di reparto la migliora ancora (odds ratio 1,35; IC 95% 1,04-1,76), e incentivi e responsabilizzazione danno ulteriori guadagni (5). Sui 19 studi con esiti clinici, le riduzioni di infezione risultano rilevanti per alcuni patogeni ma non per tutti.

La revisione Cochrane del 2017, su 26 studi, attribuisce certezza moderata a due interventi: il feedback sulle performance probabilmente riduce in modo lieve infezioni e colonizzazioni, e il gel collocato vicino al punto d'uso probabilmente aumenta l'adesione (6). Per le strategie multimodali complesse la certezza resta bassa o molto bassa, e gli autori chiedono studi più robusti per capire quali componenti funzionino meglio.

Quali sono i cinque momenti OMS e come si applicano in reparto?

I cinque momenti indicano quando le mani vanno igienizzate durante l'assistenza (2). La tabella li traduce in situazioni tipiche di un turno.

Momento OMSEsempi
1. Prima del contatto con il pazienteRilevazione dei parametri, mobilizzazione, aiuto nell'igiene personale
2. Prima di una manovra pulita o asetticaMedicazione di una lesione, gestione di un catetere venoso, preparazione dei farmaci, aspirazione
3. Dopo il rischio di esposizione a liquidi biologiciSvuotamento della sacca urine, prelievo, rimozione dei guanti
4. Dopo il contatto con il pazienteFine dell'igiene, del cambio postura, dell'esame obiettivo
5. Dopo il contatto con l'ambiente del pazienteSponde del letto, pompa infusionale, comodino, cambio della biancheria

Il quinto momento è quello che si dimentica più spesso, perché l'operatore non ha toccato il paziente. Le superfici vicine al letto però ospitano gli stessi microrganismi (2).

Gel idroalcolico o acqua e sapone? quale scegliere e quando

Il gel idroalcolico è la prima scelta quando le mani non sono visibilmente sporche: agisce più in fretta, si usa al letto del paziente e la cute lo tollera meglio del lavaggio ripetuto (2). Nello studio di Ginevra l'aumento dell'adesione dipese soprattutto dalla frizione alcolica (4).

Acqua e sapone servono quando le mani sono visibilmente sporche o contaminate da liquidi biologici, dopo l'uso dei servizi igienici e in caso di esposizione, sospetta o accertata, a germi che formano spore come Clostridioides difficile (2). Le linee guida sconsigliano di usare i due metodi in sequenza e raccomandano unghie naturali corte, senza unghie artificiali, per chi assiste direttamente il paziente.

In pratica:

Quanto deve durare la frizione con gel idroalcolico in corsia?

Tra 20 e 30 secondi, finché le mani sono asciutte. Il lavaggio con acqua e sapone richiede invece 40-60 secondi, asciugatura compresa (2).

I guanti monouso sostituiscono l'igiene delle mani in reparto?

No. I guanti riducono la contaminazione ma non la eliminano: le mani vanno igienizzate dopo averli tolti e, quando richiesto dal momento OMS, anche prima di indossarli (2).

Perché il gel idroalcolico è preferito al lavaggio con acqua e sapone?

Richiede meno tempo, si usa senza lasciare solo il paziente ed è attivo sulla maggior parte dei germi responsabili delle ICA.

Bibliografia

  1. World Health Organization. Global report on infection prevention and control [Internet]. Geneva: WHO; 2022 [consultato il 15 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.who.int/publications/i/item/9789240051164
  2. World Health Organization. WHO guidelines on hand hygiene in health care: first global patient safety challenge. Clean care is safer care [Internet]. Geneva: WHO; 2009 [consultato il 15 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.who.int/publications/i/item/9789241597906
  3. Istituto Superiore di Sanità, Università degli Studi di Torino. Sorveglianza mediante prevalenza puntuale delle infezioni correlate all'assistenza e sull'uso di antibiotici negli ospedali per acuti (PPS3). Report riassuntivo [Internet]. Roma: ISS; 2023 [consultato il 15 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza-ica/pdf/Summary%20report%20PPS3.pdf
  4. Pittet D, Hugonnet S, Harbarth S, Mourouga P, Sauvan V, Touveneau S, et al. Effectiveness of a hospital-wide programme to improve compliance with hand hygiene. Lancet. 2000;356(9238):1307-12. doi: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(00)02814-2
  5. Luangasanatip N, Hongsuwan M, Limmathurotsakul D, Lubell Y, Lee AS, Harbarth S, et al. Comparative efficacy of interventions to promote hand hygiene in hospital: systematic review and network meta-analysis. BMJ. 2015;351:h3728. doi: https://doi.org/10.1136/bmj.h3728
  6. Gould DJ, Moralejo D, Drey N, Chudleigh JH, Taljaard M. Interventions to improve hand hygiene compliance in patient care. Cochrane Database Syst Rev. 2017;9(9):CD005186. doi: https://doi.org/10.1002/14651858.CD005186.pub4

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