Lombardia, ostetriche a domicilio dopo il parto in tutte le 28 ASST

Scritto il 29/09/2026
da Redazione

L’assistenza ostetrica dopo il parto arriva a domicilio in tutte le 28 ASST della Lombardia. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, le indicazioni operative per proseguire ed estendere il modello di Continuità assistenziale ostetrica, finora sperimentato in una parte del territorio. L’obiettivo è accompagnare mamma e neonato nei primi giorni successivi al rientro a casa, rafforzando il collegamento tra punto nascita, consultori e servizi territoriali. Per sostenere l’estensione del servizio, la Regione ha stanziato 700mila euro per il 2026.

La prima visita ostetrica direttamente a casa

allattamento seno

Il percorso prende avvio già al momento della dimissione dal punto nascita, quando alla donna viene proposta la possibilità di aderire alla presa in carico. In caso di adesione, sarà il consultorio territoriale a organizzare una prima visita dell’ostetrica a domicilio nei giorni immediatamente successivi al parto.

La visita è finalizzata a garantire continuità all’assistenza iniziata in ospedale e a intercettare precocemente eventuali necessità della donna o del neonato.

L’ostetrica potrà valutare le condizioni della mamma e del bambino, fornire indicazioni sull’accudimento e offrire supporto all’allattamento. Il contatto a domicilio rappresenta inoltre un’occasione per riconoscere eventuali situazioni di fragilità o rischio sociale che richiedano un intervento ulteriore.

Quando necessario, potranno così essere coinvolti gli altri servizi sanitari, sociosanitari e sociali presenti sul territorio.

Un collegamento tra ospedale, consultorio e territorio

Il modello punta quindi a ridurre la discontinuità che può verificarsi tra la dimissione ospedaliera e il successivo accesso ai servizi territoriali.

Un aspetto particolarmente rilevante nel puerperio, quando la donna e la famiglia possono trovarsi ad affrontare contemporaneamente recupero fisico dopo il parto, avvio dell’allattamento, gestione quotidiana del neonato e nuove necessità assistenziali.

Alle ATS spetterà il compito di favorire il raccordo tra le strutture sanitarie e la rete dei servizi sociosanitari e sociali. Le indicazioni regionali prevedono una particolare attenzione anche alla collaborazione con i consultori familiari privati accreditati.

Stanziati 700mila euro per il 2026

Per rendere operativo il modello sull’intero territorio regionale, la Lombardia ha previsto uno stanziamento complessivo di 700mila euro sul bilancio 2026.

Le risorse saranno distribuite in maniera differenziata sulla base delle attività già avviate. 106mila euro saranno destinati alle 10 ASST che avevano già partecipato alla sperimentazione, con l’obiettivo di consolidare il servizio.

Gli altri 594mila euro saranno invece assegnati alle 18 ASST che non erano state coinvolte nella precedente fase, per accompagnare l’avvio dell’assistenza ostetrica domiciliare.

Con il passaggio da 10 a 28 aziende, il modello viene quindi esteso all’intero sistema territoriale lombardo.

Bertolaso: continuità assistenziale anche dopo il rientro a casa

Secondo l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, l’estensione del servizio punta a garantire alle donne un sostegno professionale anche una volta lasciato l’ospedale.

Con l’estensione a tutte le 28 ASST lombarde facciamo un ulteriore passo avanti per garantire alle donne una continuità assistenziale concreta anche dopo il rientro a casa, ha spiegato l’assessore.

Per Bertolaso, poter contare sulla presenza di un’ostetrica già nei primi giorni significa offrire alle neomamme un supporto professionale, vicino alle loro esigenze e a quelle del neonato, rafforzando contemporaneamente il collegamento tra ospedali, consultori e servizi territoriali.

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