Difterite a Palermo, morta una bambina di 4 anni non vaccinata
Cronaca
Anna Rosa Bartolotta viveva allo Zen, quartiere popolare della periferia nord di Palermo. È arrivata all'ospedale dei Bambini in condizioni già compromesse e non ce l'ha fatta. La madre, in un post sui social, ha accusato i medici di aver sottovalutato il quadro clinico, sostenendo di aver portato la figlia più volte in pronto soccorso. La Procura di Palermo, con il procuratore Maurizio de Lucia e la sostituta Laura Vaccaro, ha iscritto i genitori nel registro degli indagati per omicidio colposo. L'ipotesi al vaglio è che il rifiuto della vaccinazione obbligatoria abbia determinato la morte della bambina. L'autopsia chiarirà la causa del decesso e il ruolo della tossina difterica. Nessuno dei fratelli era vaccinato. Si sono immunizzati dopo la morte della sorella. Nel frattempo un cugino della bambina, coetaneo, è risultato positivo alla difterite: aveva ricevuto le prime dosi di esavalente e ha sviluppato febbre e mal di gola. «Sta migliorando clinicamente», ha riferito Domenico Cipolla, direttore del pronto soccorso pediatrico, descrivendo un quadro sovrapponibile a una sindrome influenzale. Due bambini della stessa età, lo stesso batterio, due esiti opposti.Il contesto: una malattia che l'Italia aveva dimenticato
La vaccinazione antidifterica è obbligatoria in Italia dal 1939. L'ultimo caso autoctono in età pediatrica risale al 1996, l'ultimo decesso al 1991. Trent'anni di assenza hanno prodotto un effetto spiacevole ,la malattia è scomparsa dalla memoria collettiva e con lei la percezione della sua gravità.La difterite non è una faringite qualsiasi. Il Corynebacterium diphtheriae produce una tossina che genera pseudomembrane grigiastre aderenti su tonsille, faringe e laringe, capaci di ostruire le vie aeree, e che per via sistemica colpisce miocardio e nervi periferici, con miocardite e paralisi che compaiono anche a distanza di settimane. La letalità resta intorno al 5-10% anche con terapia, e sale nei bambini piccoli. Il trattamento richiede antitossina difterica, che neutralizza solo la tossina non ancora legata alle cellule: ogni ora di ritardo diagnostico pesa sull'esito.La protezione di comunità per la difterite richiede coperture attorno al 95%. In Sicilia, secondo i dati ministeriali aggiornati al 31 dicembre 2024, la copertura a 24 mesi per difterite, tetano, pertosse e polio si ferma all'85,13%, contro il 94,46% nazionale. Quasi quindici bambini siciliani su cento arrivano ai due anni senza aver completato il ciclo. La regione è ultima in Italia. Gli accertamenti dell'Asp hanno inoltre fatto emergere allo Zen l'uso della prenotazione dell'appuntamento vaccinale come espediente per aggirare l'obbligo previsto per l'accesso ai servizi educativi.Cosa significa per infermieri e assistenti sanitari
Il primo nodo è clinico e riguarda il triage. Un bambino con faringotonsillite, febbre, disfagia e adenopatia cervicale marcata, in un contesto di stato vaccinale incerto o dichiaratamente assente, va trattato come un sospetto diagnostico diverso da quello abituale. La presenza di membrane aderenti che sanguinano al tentativo di rimozione, la voce spenta, lo stridore, il collo tumefatto sono segni che impongono di allertare subito il medico, isolare il paziente in precauzioni da droplet ed eseguire il tampone faringeo per la ricerca colturale del corinebatterio. La raccolta anamnestica dello stato vaccinale non è un passaggio burocratico: in questo caso è il dato che cambia l'ipotesi diagnostica. Il secondo nodo è organizzativo e riguarda i contatti stretti. Sorveglianza per sette giorni, tampone, chemioprofilassi antibiotica e completamento o richiamo della vaccinazione: sono le attività che nei dipartimenti di prevenzione ricadono in larga parte su infermieri e assistenti sanitari, insieme al tracciamento familiare e scolastico che l'Asp di Palermo sta conducendo per risalire al caso indice. Il terzo nodo è quello che il caso di Palermo mette a nudo con più durezza. Le anagrafi vaccinali segnalano da anni chi manca all'appello, ma segnalare non basta se poi nessuno va a cercare quelle famiglie. In un quartiere come lo Zen la distanza dal servizio non si misura in chilometri, si misura in fiducia.Le reazioni
«Quanto accaduto a Palermo pone al mondo della prevenzione un interrogativo che va oltre il singolo caso: qual è la nostra capacità di mantenere nel tempo i risultati raggiunti contro malattie evitabili attraverso la vaccinazione?». La domanda arriva da AsNAS, l'Associazione nazionale assistenti sanitari, che sul caso ha preso posizione senza cercare colpevoli. «Avere vaccini sicuri, efficaci e gratuiti è indispensabile, ma non sufficiente», osserva Luigi Vitale, presidente di AsNAS Sicilia. «Il sistema deve raggiungere le persone, anche nelle zone più disagiate, riconoscere chi non è adeguatamente protetto e intercettarne precocemente i bisogni di salute». Vitale insiste sul metodo: davanti a dubbi ed esitazioni serve una comunicazione accogliente e non giudicante, capace di ascoltare le ragioni delle famiglie e di contrastare la disinformazione senza stigmatizzare chi la subisce. Verifica dello stato vaccinale, counselling, sorveglianza epidemiologica e raccordo con pediatri, medici di medicina generale, scuole e servizi territoriali sono gli strumenti che rendono concreta la prevenzione. Per la presidente nazionale Elena Nichetti, se gli accertamenti confermeranno la difterite e la mancata immunizzazione, «la perdita di una vita così giovane per una malattia evitabile rappresenterà una sconfitta per tutto il mondo della prevenzione e delle vaccinazioni. Non un evento da cui partire per cercare colpevoli, ma sul quale l'intero sistema sanitario dovrà interrogarsi». E aggiunge: «Quando una malattia prevenibile torna a sottrarre una vita, non basta ricordare che il vaccino esiste: occorre chiedersi perché quella protezione non abbia raggiunto quella persona. Servono servizi accessibili e capillari, professionisti della prevenzione sul territorio e sistemi efficaci di chiamata attiva e recupero dei non aderenti». Sul fronte della disinformazione è intervenuto anche Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani e già direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, che ha distinto fra i cittadini con dubbi legittimi, ai quali va data informazione basata sulle prove, e chi diffonde falsità in modo deliberato. L'Istituto superiore di sanità ha ricordato che 57 studi hanno escluso la correlazione fra vaccinazioni e autismo e che il lavoro del 1998 all'origine di quella convinzione è stato ritirato. Una voce diversa arriva dalla Società italiana di medicina diagnostica e terapeutica, che invita alla prudenza sul versante delle responsabilità professionali: la correttezza di una decisione clinica va valutata sulla base delle informazioni disponibili nel momento in cui è stata presa, non di ciò che si è scoperto dopo. Il medico responsabile di un errore ne risponde, ma il medico soltanto accusato va tutelato fino alla conclusione degli accertamenti.Cosa succede ora
L'autopsia è fissata per mercoledì e dirà se la difterite ha ucciso Anna Rosa. L'indagine epidemiologica dell'Asp prosegue sui contatti familiari e scolastici, con verifiche nelle scuole del quartiere per individuare i bambini non in regola. Nei centri vaccinali di Palermo la domanda è cresciuta rapidamente, tanto da assottigliare le scorte di esavalente. Resta aperta la questione di fondo: un obbligo di legge che esiste dal 1939, rafforzato nel 2017, non produce da solo copertura. La produce chi quella copertura la va a costruire, casa per casa, colloquio per colloquio.Fonti
- Agenzia Dire. Morta per difterite a 4 anni, Vaia: vaccini e disinformazione social, effetti drammatici, 20 agosto 2026.
- Agenzia Dire. Bimba morta per difterite, la madre no vax: medici incompetenti. L'Iss: vaccini e autismo, nessuna correlazione, 21 agosto 2026.
- Ansa. Indagati i genitori no vax della bambina morta per difterite, 22 agosto 2026.
- SIMEDET. Difterite, vaccinazione e responsabilità nella medicina contemporanea, Panorama della Sanità, 24 agosto 2026.
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro. Copertura vaccinale in Italia. Dati ministeriali al 31 dicembre 2024.
- AsNAS, Associazione nazionale assistenti sanitari. Comunicato sul caso di Palermo, agosto 2026.

