Allarme OMS per l'Ebola: superati i 2000 decessi, colpiti duramente gli operatori sanitari

Scritto il 13/08/2026
da Redazione

L'Oms conta 4.449 casi confermati e 2.061 decessi in Congo. Fra le vittime ci sono decine di operatori sanitari. In Italia l'ordinanza sulla sorveglianza resta in vigore fino a fine settembre.

L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato i 4.449 casi confermati e i 2.061 decessi in cinque province e 53 zone sanitarie. Lo ha detto il 12 agosto a Ginevra il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che l'ha definita la seconda epidemia di Ebola più grave mai registrata e la più rapida di sempre. Al ritmo attuale supererà quella dell'Africa occidentale del 2014-2016. Nel conto ci sono anche gli operatori sanitari: l'ultimo bollettino Oms ne registra 151 contagiati e 44 morti.

Un'epidemia che corre più della risposta

“L'epidemia ha avuto un notevole vantaggio iniziale, è ancora molto avanti rispetto a noi e stiamo cercando di recuperare terreno”, ha detto Ghebreyesus in conferenza stampa. Il dato che preoccupa di più l'Oms non è il totale, ma dove muoiono le persone. Una quota elevata di decessi avviene nelle comunità anziché nei centri di trattamento. Significa che esistono catene di trasmissione invisibili alla sorveglianza.

Sul fronte della trasmissione, l'Oms indica due momenti critici:

  1. Il contatto con pazienti in fase avanzata di malattia e non ancora in trattamento
  2. La manipolazione della salma dopo il decesso.
È lo stesso schema delle epidemie precedenti, amplificato da insicurezza, sfollamenti e mobilità transfrontaliera legata a commercio e attività minerarie.

il ceppo Bundibugyo

Questa epidemia è sostenuta dall'Orthoebolavirus bundibugyoense, non dal virus Ebola Zaire su cui sono stati registrati vaccini e anticorpi monoclonali. Per il Bundibugyo non esiste alcun vaccino autorizzato né terapia specifica.

Il controllo si regge su identificazione rapida dei casi, isolamento, tracciamento dei contatti, sepolture sicure e coinvolgimento delle comunità. Nei due focolai precedenti, in Uganda nel 2007 e in Congo nel 2012, la letalità è stata rispettivamente del 30% e del 50%.

Il periodo di incubazione va da 2 a 21 giorni e il paziente non è contagioso prima della comparsa dei sintomi. L'esordio può caratterizzarsi attraverso sintomi eterogenei , come: febbre, astenia, mialgie, cefalea, faringodinia. Dopo compaiono vomito, diarrea, disfunzione d'organo e, in una parte dei casi, manifestazioni emorragiche.

Il conto degli operatori sanitari

Ogni infermiere infettato è un professionista sottratto a un sistema che ne ha già pochi, in un contesto dove l'accesso alle cure essenziali è limitato e le strutture sanitarie subiscono attacchi che bloccano le squadre di risposta.Servono finanziamenti per aumentare la disponibilità di dispositivi di protezione, di percorsi di vestizione e svestizione presidiati e di personale addestrato alla gestione dei filovirus.

Cosa cambia per gli infermieri in Italia

Il rischio per la popolazione italiana resta basso, e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie valuta molto bassa la probabilità di infezione per chi vive nell'Unione europea.

Basso non vuol dire nullo, e le procedure italiane sono attive. Il quadro operativo per chi lavora in pronto soccorso, in ambulatorio o nei dipartimenti di prevenzione si regge su due atti del Ministero della Salute.

I casi sospetti gestiti in Italia fra maggio e giugno, tutti risultati negativi, hanno mostrato che la catena funziona quando il primo anello regge. Quel primo anello è l'infermiere che accoglie il paziente.

Cosa succede ora

Il Comitato di emergenza previsto dal Regolamento sanitario internazionale si riunisce il 18 agosto per rivalutare l'epidemia, e l'Oms sta aggiornando la valutazione rapida del rischio in vista di quell'appuntamento.

Sul fronte italiano l'ordinanza del 29 maggio scade alla fine di settembre e verrà rivalutata in base all'andamento nei Paesi colpiti. L'Oms mantiene la raccomandazione contro qualsiasi restrizione ai viaggi e agli scambi commerciali con i Paesi interessati.

Bibliografia

  1. Organizzazione mondiale della sanità. Ebola outbreak, DRC 2026. Aggiornamenti e valutazioni di rischio.
  2. Ministero della Salute. Ordinanza 29 maggio 2026, procedure operative e misure di sorveglianza sanitaria relative alla malattia da virus Ebola.
  3. European Centre for Disease Prevention and Control. Ebola disease outbreak in the Democratic Republic of the Congo and Uganda.