Una questione di sanità pubblica e occupazionale
In Italia la menopausa è diventata la seconda causa di abbandono del posto di lavoro dopo la maternità.
Le cifre presentate dalle istituzioni delineano uno scenario anagrafico ed epidemiologico imponente. Come ha spiegato Maria Rosaria Campitiello, «oggi in Italia ci sono 17 milioni di donne in menopausa e ogni anno 450.000 sono le pazienti che entrano in questa fase».
L'impatto sul mondo produttivo è drastico. Pur non essendo una malattia, le conseguenze fisiche e psicologiche della transizione menopausale risultano spesso invalidanti in contesti lavorativi non preparati ad accoglierle: Se facciamo riferimento alle ultime indagini, in particolare ad una che si chiama Women's Health Initiative, addirittura risulta che la menopausa è la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità
, ha sottolineato Campitiello.
Questo è un dato da cui dobbiamo partire, perché significa che l'Italia come Paese, e probabilmente anche l'Europa, non sostiene le donne in questa fase della vita
.
Le criticità sul posto di lavoro e il bisogno di welfare
Il problema principale risiede nella mancanza di un approccio strutturale sia dal punto di vista clinico che organizzativo. La capo dipartimento ha ricordato che la menopausa non è una patologia, però induce dei cambiamenti di vita con fastidi ed effetti collaterali che molto spesso sono incompatibili con un'attività lavorativa normale
.
Per invertire questa tendenza, le lavoratrici vanno aiutate innanzitutto con percorsi multidisciplinari dedicati, a partire anche dalla prevenzione oncologica, ma anche con strutture idonee, ad esempio banalmente con servizi igienici a disposizione
. Si tratta di accorgimenti basilari che, se assenti, trasformano un processo fisiologico in un ostacolo professionale insormontabile.
L'impatto su infermieri e professionisti sanitari
Di fronte a questa emergenza, il ruolo delle professioni sanitarie diventa strategico. La creazione di percorsi multidisciplinari dedicati richiede una valorizzazione dell'infermieristica di famiglia e di comunità (IFeC), così come delineato dal DM 77 per il potenziamento dell'assistenza territoriale, e dell'infermieristica del lavoro.
L'infermiere è il professionista chiave per intercettare precocemente i bisogni educativi e assistenziali delle donne in menopausa, fornendo counseling, monitoraggio dei parametri di rischio cardiovascolare e metabolico, e promuovendo l'adesione agli screening oncologici. All'interno delle aziende, gli infermieri competenti in medicina del lavoro possono inoltre favorire l'adattamento delle postazioni e la promozione di politiche di health management a tutela della lavoratrice.

