Un infermiere per oltre mille pazienti: l’allarme dai Centri di Salute Mentale di Frosinone

Scritto il 10/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a mettere in difficoltà il Servizio sanitario nazionale, ma in alcuni settori il problema rischia di avere conseguenze ancora più pesanti. È il caso della salute mentale territoriale, dove la presenza infermieristica rappresenta un elemento fondamentale per garantire continuità assistenziale, presa in carico e monitoraggio dei pazienti più fragili. A lanciare l'allarme è il sindacato Coina, che denuncia una situazione ormai critica nei Centri di Salute Mentale (CSM) della provincia di Frosinone. Secondo quanto riferito, gli organici attuali non sarebbero più in grado di garantire nemmeno i livelli minimi di assistenza previsti.

Oltre 11mila casi seguiti da appena 11 infermieri

infermieri reparto

La denuncia è contenuta in un esposto inviato alla direzione della Asl di Frosinone, alla Regione Lazio e all'Ordine delle Professioni Infermieristiche.

Secondo i dati riportati dal Coina, nel 2025 i Centri di Salute Mentale di Frosinone, Alatri, Anagni e Ceccano hanno registrato complessivamente 11.462 casi infermieristici, gestiti da appena 11 infermieri. Un numero che, secondo il sindacato, sarebbe inferiore agli standard indicati dall'Agenas per i servizi di salute mentale.

La situazione più critica viene segnalata ad Alatri, dove il servizio sarebbe affidato a una sola infermiera dopo un pensionamento mai sostituito.

Le visite domiciliari praticamente non si fanno più

La riduzione degli organici avrebbe effetti diretti sull'assistenza. Secondo quanto riferito da una fonte infermieristica citata nella denuncia, molte attività territoriali starebbero progressivamente scomparendo. Tra queste, le visite domiciliari, considerate uno degli strumenti più importanti per seguire pazienti con disturbi psichiatrici complessi.

Le visite domiciliari praticamente non si fanno più, perché con una sola infermiera è impossibile organizzarle, riferisce la fonte.

Una criticità che si aggiunge alla carenza di personale medico e alle difficoltà organizzative che interessano diversi centri della provincia.

L'infermiere è costretto a fare tutto

Nei Centri di Salute Mentale il ruolo infermieristico non si limita alla somministrazione delle terapie.

Gli infermieri gestiscono accoglienza, presa in carico, attività amministrative, supporto relazionale e monitoraggio clinico. Un lavoro particolarmente complesso in ambito psichiatrico, dove la relazione terapeutica rappresenta spesso uno degli strumenti assistenziali più importanti.

Con il paziente psichiatrico serve tempo per costruire fiducia, spiegare le terapie e favorire l'adesione ai trattamenti. Un aspetto che raramente viene considerato quando si parla di carichi di lavoro, sottolinea la testimonianza raccolta dal sindacato.

Cresce anche la preoccupazione per la sicurezza

Alla carenza di personale si aggiunge il tema della sicurezza degli operatori. Secondo quanto denunciato, nei Centri di Salute Mentale vengono seguiti anche pazienti con doppia diagnosi, cioè persone affette da patologie psichiatriche associate a dipendenze patologiche.

Tra gli episodi segnalati figura quello di un paziente che si sarebbe presentato in struttura armato di un paletto metallico, mantenendo un atteggiamento minaccioso nei confronti del personale. La situazione sarebbe stata gestita grazie alla presenza di un'infermiera esperta e all'intervento delle forze dell'ordine.

Il sindacato chiede da tempo interventi strutturali per migliorare la protezione degli operatori, compresi sistemi di sicurezza e adeguamenti logistici delle strutture.

Pensionamenti in arrivo e servizi a rischio

A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prospettiva dei prossimi pensionamenti.

Secondo il Coina, entro la fine del 2026 tre dei quattro infermieri attualmente in servizio presso il Centro di Salute Mentale di Frosinone raggiungeranno l'età pensionabile. Ad Alatri, invece, l'unica infermiera in servizio dovrebbe lasciare il lavoro nel gennaio 2027.

Per il sindacato è necessario intervenire rapidamente con nuove assunzioni e con una programmazione che consenta di riportare gli organici agli standard previsti.