Tumore del pancreas, daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza nel metastatico già trattato

Scritto il 03/06/2026
da Chiara Sideri

Per il tumore del pancreas metastatico arriva uno dei risultati clinici più rilevanti degli ultimi anni. Daraxonrasib, nuovo farmaco orale sperimentale diretto contro RAS, ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico già sottoposti a una precedente linea di trattamento. Il dato emerge dallo studio internazionale di fase 3 RASolute 302, presentato al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e pubblicato sul New England Journal of Medicine. Nello studio, che ha coinvolto circa 500 pazienti, la sopravvivenza globale mediana nella popolazione complessiva è stata di 13,2 mesi con daraxonrasib rispetto a 6,7 mesi con la chemioterapia standard, con una riduzione del rischio di morte del 60%. Un risultato particolarmente significativo in una neoplasia che, soprattutto nelle fasi avanzate, continua a rappresentare una delle maggiori sfide dell’oncologia moderna. A 12 mesi dall’inizio del trattamento era vivo il 53,2% dei pazienti trattati con daraxonrasib rispetto al 17,3% dei pazienti nel gruppo chemioterapia. Un dato che non indica una guarigione della malattia, ma rappresenta un avanzamento importante in un contesto clinico caratterizzato da opzioni terapeutiche ancora limitate.

Tumore del pancreas, una delle neoplasie più difficili da trattare

tumore pancreas

Il tumore del pancreas è ancora oggi associato a una prognosi complessa. In Italia si stimano circa 15 mila nuove diagnosi ogni anno. La forma più comune è l’adenocarcinoma duttale pancreatico, che origina dalle cellule della componente esocrina del pancreas ed è responsabile della maggior parte dei casi.

La difficoltà nel trattamento è legata a diversi fattori:

  • comparsa tardiva dei sintomi
  • diagnosi spesso in fase avanzata
  • elevata aggressività biologica
  • capacità del tumore di sviluppare resistenza ai trattamenti disponibili

Solo una quota limitata di pazienti riceve una diagnosi quando la malattia è ancora operabile. Anche dopo la chirurgia, il rischio di recidiva rimane significativo e rende spesso necessario integrare il trattamento chirurgico con terapie sistemiche.

Nelle forme localmente avanzate o metastatiche, la chemioterapia rappresenta ancora oggi il principale approccio terapeutico. Tuttavia, dopo la progressione a una prima linea di trattamento, le possibilità terapeutiche diventano più limitate e la prognosi resta sfavorevole.

Lo studio RASolute 302

RASolute 302 è uno studio internazionale, randomizzato, controllato, di fase 3 registrativo, disegnato per valutare efficacia e sicurezza di daraxonrasib nei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico precedentemente trattato.

I partecipanti sono stati assegnati a ricevere:

  • daraxonrasib 300 mg per via orale una volta al giorno
  • oppure chemioterapia citotossica standard scelta dallo sperimentatore

Gli endpoint principali dello studio erano:

  • sopravvivenza globale
  • sopravvivenza libera da progressione

nei pazienti con mutazioni RAS G12.

Gli endpoint secondari comprendevano gli stessi parametri nella popolazione complessiva dello studio, oltre alla risposta tumorale e agli indicatori riferiti dai pazienti.

I risultati hanno evidenziato:

ParametroDaraxonrasibChemioterapia
Sopravvivenza globale mediana13,2 mesi6,7 mesi
Sopravvivenza a 12 mesi53,2%17,3%
Sopravvivenza libera da progressionecirca 7 mesicirca 3,5 mesi
Riduzione rischio di mortecirca 60%

Il beneficio osservato riguarda quindi sia il prolungamento della sopravvivenza sia il tempo di controllo della malattia.

Anche l’Italia coinvolta nella ricerca

Lo studio RASolute 302 ha coinvolto anche centri oncologici italiani, tra cui:

  • Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano
  • Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
  • Istituto Oncologico Veneto di Padova
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

L’eventuale introduzione nella pratica clinica italiana richiederà comunque il completamento del percorso europeo e, successivamente, la valutazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per definire indicazioni, prezzo e rimborsabilità.

Un passo avanti nella medicina di precisione

I risultati ottenuti con daraxonrasib non rappresentano la soluzione definitiva al tumore del pancreas metastatico, ma segnano un possibile cambio di paradigma.

Per la prima volta, un farmaco mirato contro RAS ha dimostrato in uno studio di fase 3 un vantaggio significativo di sopravvivenza in questa popolazione di pazienti.

La sfida futura sarà comprendere se questa strategia potrà essere anticipata nelle fasi più precoci della malattia o combinata con altri trattamenti per aumentare ulteriormente l’efficacia.

Dopo anni in cui il tumore pancreatico è rimasto ai margini dei progressi ottenuti con le terapie mirate in altre neoplasie, l’inibizione di RAS rappresenta una nuova direzione della ricerca oncologica: trasformare la conoscenza delle alterazioni molecolari del tumore in opportunità terapeutiche sempre più personalizzate.