Maglia nera per carenza di infermieri
Antonio De Palma, presidente Nursing Up
Secondo il sindacato, in Lombardia mancano circa 10mila infermieri, un dato che colloca la regione tra le più colpite dalla carenza di personale.
Finanziare gli incentivi tassando altri professionisti sanitari significa non affrontare il problema alla radice
, afferma il presidente Antonio De Palma.
Al centro della polemica c’è il meccanismo scelto per sostenere gli aumenti salariali nelle zone di confine: un contributo compreso tra il 3% e il 6% a carico dei cosiddetti “vecchi frontalieri”.
Per Nursing Up, si tratta di una misura inefficace e controproducente. Non si colma una carenza di 10mila infermieri mettendo le mani nelle tasche di altri infermieri
, sottolinea De Palma, parlando di una pericolosa guerra tra professionisti
.
La fuga verso la Svizzera
Il sindacato richiama anche i numeri della mobilità verso il Canton Ticino: circa 4.300 frontalieri impiegati nel settore sociosanitario, il 70% dei quali italiani, in larga parte infermieri lombardi.
Le ragioni sono principalmente economiche: stipendi che possono arrivare fino a 7.000 euro mensili, con differenze fino al +250% rispetto all’Italia.
Prima lasciamo che fuggano in Svizzera, poi presentiamo loro il conto. Geniale
, commenta De Palma, criticando l’approccio adottato.
La perdita di personale viene descritta come un fenomeno continuo. In alcune aree, come la provincia di Varese, si registrano fino a 20 uscite al mese, per un totale di oltre 350 in tre anni. Nel solo 2024 sarebbero stati persi più di 3.500 professionisti, solo in parte per pensionamenti.
Parallelamente, il sindacato segnala il ricorso a reclutamenti dall’estero per coprire le carenze, definito però insufficiente a compensare le uscite.
Per Nursing Up, gli incentivi economici possono rappresentare uno strumento utile, ma non risolutivo se non accompagnati da interventi strutturali.
Senza investimenti veri e una valorizzazione economica adeguata - conclude De Palma - la fuga verso la Svizzera continuerà
.
Una posizione che riapre il dibattito sulle strategie per affrontare la carenza di personale sanitario, in particolare nelle aree più esposte alla concorrenza internazionale.

