Infermieristica di sanità pubblica e resilienza: il lavoro invisibile che tiene insieme le comunità

Scritto il 24/04/2026
da Chiara Sideri

Quando si parla di resilienza comunitaria, il rischio è trasformare il concetto in una formula astratta, buona per i documenti programmatici ma poco utile a descrivere ciò che accade davvero nei territori. In realtà, la resilienza ha a che fare con qualcosa di molto concreto: la capacità di una comunità di reggere l’urto di una crisi, adattarsi, riorganizzarsi e continuare a tutelare la salute dei suoi membri. E in questo processo l’infermieristica di sanità pubblica occupa una posizione centrale, anche se non sempre riconosciuta come tale.

La resilienza non è una dote spontanea della comunità

infermieristica sanità pubblica

L’editoriale di Catherine M. Waters, pubblicato su American Journal of Public Health, parte da un presupposto chiaro: la resilienza comunitaria non coincide con una generica “capacità di resistere”, ma si sviluppa quando esistono sistemi accessibili, equi e sostenibili, in grado di sostenere le persone soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Questo passaggio è essenziale perché sposta il discorso da una lettura individuale del problema a una sistemica. Non basta che i cittadini siano motivati, collaborativi o “forti”. Se i servizi sono frammentati, se l’accesso è diseguale, se il territorio non è messo nelle condizioni di rispondere, la resilienza resta una parola vuota.

La pandemia da COVID-19 ha mostrato con particolare evidenza proprio questo: la tenuta delle comunità non dipendeva solo dall’emergenza in sé, ma dalla capacità dei sistemi di salute pubblica di assorbire l’impatto, adattarsi rapidamente, prevedere i bisogni e, quando necessario, trasformarsi. Waters richiama infatti quattro dimensioni della resilienza:

  1. la capacità adattiva, cioè di modificarsi in risposta a un evento
  2. la capacità assorbitiva, ovvero di reggere il colpo senza collassare
  3. la capacità anticipatoria, che consente di leggere in anticipo i rischi
  4. la capacità trasformativa, necessaria quando il cambiamento non può più essere affrontato con semplici aggiustamenti