Lazio, piano da 74 milioni per 1.600 infermieri nel 2026: scontro politico sulle assunzioni

Scritto il 24/04/2026
da Redazione

Nel Lazio prosegue il piano di rafforzamento del personale sanitario: per il 2026 sono autorizzate 1.611 nuove assunzioni di infermieri, per un investimento complessivo di 74 milioni di euro. Una misura che si inserisce in una strategia più ampia di potenziamento del sistema, ma che ha acceso lo scontro politico in Consiglio regionale.

Oltre 1.600 assunzioni nel 2026

infermiera corridoio

I numeri, forniti dalla Regione, indicano un incremento significativo del personale infermieristico. Le assunzioni previste per il 2026 si aggiungono a quelle già autorizzate negli anni precedenti e alle sostituzioni del personale cessato.

Nel complesso, tra il 2025 e il 2026 sono state autorizzate 2.048 assunzioni di infermieri, mentre nel periodo 2023-2026 il totale raggiunge quota 5.782 unità. Un aumento che ha portato il numero di infermieri in servizio da 23.884 nel 2023 a quasi 25mila a fine 2025.

Il piano interviene su una criticità strutturale. Secondo i dati più recenti, il Lazio presenta uno dei rapporti infermieri/abitanti più bassi d’Italia, con 3,95 professionisti ogni mille abitanti contro una media nazionale del 4,70%.

Una carenza che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi, soprattutto nella prospettiva dello sviluppo dell’assistenza territoriale e delle Case della comunità.

Lo scontro politico

L’annuncio delle assunzioni ha riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione. La consigliera del Pd, Eleonora Mattia ha rivendicato il risultato come frutto della pressione politica, parlando di una conquista dopo mesi di richieste sullo scorrimento delle graduatorie.

Dura la replica del presidente della Regione, Francesco Rocca, che ha respinto le accuse: Mi sono arreso davanti a tanta capacità di storpiare la realtà. Gli infermieri assunti sono migliaia e stiamo scorrendo le graduatorie.

Il tema delle graduatorie è centrale nel dibattito. Secondo le opposizioni, lo scorrimento rappresenta una risposta concreta alla carenza di personale, evitando il ricorso a soluzioni esterne.

Sulla stessa linea anche Luigi Baldini, presidente Enpapi, che ha sottolineato l’importanza di garantire stabilità lavorativa e valorizzare i professionisti già inseriti nel sistema.