Sanità accreditata nel Lazio, sindacati: “Situazione critica”

Scritto il 15/04/2026
da Redazione

La sanità privata accreditata nel Lazio torna al centro del confronto. A denunciare una situazione ormai definita “critica” sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl del Lazio, che hanno scritto ai consiglieri della Regione chiedendo un intervento concreto. Sul tavolo, ancora una volta, il nodo dei contratti fermi e delle condizioni economiche dei lavoratori.

Contratti fermi e stipendi più bassi, sciopero il 17 aprile

Nel comunicato, le organizzazioni sindacali tracciano un quadro netto. Contratti fermi da quattordici anni, differenze di retribuzione che toccano i cinquecento euro mensili e dumping salariale: queste sono le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata accreditata nel Lazio.

Il riferimento è ai rinnovi contrattuali, che risultano bloccati da otto anni per il comparto ospedaliero e da quattordici per quello sociosanitario.

Salari e condizioni di lavoro ferme al 2012, mentre il mondo andava avanti e l’inflazione aumentava, evidenziano i sindacati, sottolineando come il potere d’acquisto sia progressivamente diminuito.

A questo si aggiunge il divario con il settore pubblico: “A parità di mansione si possono percepire fino a cinquecento euro in meno rispetto ai colleghi del Servizio sanitario nazionale”.

La richiesta alla Regione Lazio

Le sigle sindacali chiedono un cambio di passo da parte delle istituzioni regionali. Serve un serio cambio di passo, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e di tutto il sistema sanitario regionale, si legge nella nota.

Il punto centrale riguarda il ruolo della sanità accreditata, che eroga prestazioni pubbliche in integrazione con il Ssn. Le imprese della sanità privata non possono seguire mere logiche di profitto sulla pelle di chi lavora e dell’utenza, affermano le sigle. 

Da qui la richiesta alla Regione di assumere un ruolo attivo, sia nel sostenere le rivendicazioni del personale sia nel definire regole più stringenti.

Tra le proposte avanzate, i sindacati indicano un riferimento preciso: quanto già adottato dalla Regione Puglia.

L’idea è collegare l’erogazione delle risorse pubbliche all’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Un criterio di giustizia semplice, che eviterebbe il dumping salariale e chiederebbe l’assunzione piena della responsabilità sociale da parte datoriale. Una misura che, nelle intenzioni, potrebbe incidere direttamente sulle condizioni di lavoro nel settore accreditato.

La mobilitazione proseguirà con lo sciopero nazionale del 17 aprile, che coinvolgerà circa 300mila lavoratori in tutta Italia.

Nel Lazio è previsto un presidio a Roma, in piazza Santi Apostoli, a partire dalle ore 9. Davanti alla rabbia di 300mila professionisti, le istituzioni hanno il dovere di contribuire per mettere fine a questa vergogna, concludono i sindacati.