Ruolo degli infermieri, scontro tra Rocca e Magi riapre il dibattito sulle competenze

Scritto il 01/04/2026
da Redazione

Il dibattito sulle competenze infermieristiche torna al centro della scena, ma questa volta con un’intensità che supera il confronto tecnico e assume una dimensione apertamente politica e culturale. Le parole del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, pronunciate nel corso di un evento dedicato alla leadership nei contesti di cura, hanno riportato in primo piano una tensione che da anni attraversa il sistema sanitario: il riconoscimento del ruolo infermieristico e la sua traduzione concreta nella pratica quotidiana.

Le parole di Rocca e il tema delle resistenze

rocca magi

Francesco Rocca, presidente regione Lazio e Antonio Magi, presidente Omceo Roma

Rocca ha parlato senza ambiguità di resistenze al cambiamento, arrivando a sostenere che c’è un’intera lobby potentissima che si sta schierando e lavorando dietro le quinte perché non vi sia il passaggio di competenze verso gli infermieri .

Un’affermazione forte, che non si limita a fotografare un problema organizzativo, ma chiama in causa dinamiche più profonde legate agli equilibri tra professioni e alla capacità del sistema di evolversi.

Nel suo intervento, il presidente ha insistito soprattutto su un aspetto culturale, sottolineando come, ancora oggi, una parte del sistema continui a considerare gli infermieri come figure esecutive. C’è chi continua a vedere gli infermieri come meri esecutori, ha affermato, evidenziando una distanza tra l’evoluzione della formazione e il riconoscimento reale delle competenze nei contesti operativi .

Il divario tra formazione e organizzazione del lavoro

È proprio in questo scarto che si concentra una delle criticità più rilevanti. Negli ultimi anni la professione infermieristica ha ampliato il proprio bagaglio di competenze, assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione dei percorsi di cura, ma questa evoluzione non sempre si traduce in un’autonomia effettiva all’interno delle organizzazioni sanitarie.

Il riferimento al DM 77 rende ancora più evidente il nodo. La riorganizzazione della sanità territoriale si fonda su un modello che attribuisce agli infermieri una funzione chiave nella presa in carico dei pazienti, soprattutto nelle situazioni di cronicità e fragilità. In questo contesto, come ha sottolineato Rocca, la presa in carico è una parola vuota se non passa attraverso un reale empowerment dell’infermiere.

La replica dei medici e il rischio di contrapposizione

Alle dichiarazioni del presidente della Regione ha risposto il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, che ha invitato a riportare il confronto su un piano più equilibrato.

Secondo Magi, le affermazioni del Presidente Rocca rischiano di generare una narrazione distorta della realtà sanitaria e non tengono conto della complessità dei percorsi formativi e delle responsabilità professionali.

Il passaggio di competenze, ha sottolineato, non può essere affrontato in modo semplificato o deciso su base politica, ma deve essere costruito attraverso percorsi formativi solidi e condivisi.

Al di là dello scontro istituzionale, il confronto mette in luce una questione che riguarda direttamente la pratica quotidiana degli infermieri.

Il tema del riconoscimento non è astratto, ma si traduce in autonomia decisionale, responsabilità nella gestione dei pazienti e possibilità di incidere realmente sui percorsi assistenziali.

Le parole di Rocca trovano terreno fertile in una percezione diffusa: quella di una crescita formativa che non sempre trova corrispondenza nelle condizioni di lavoro e nei modelli organizzativi.