Infermieri la categoria più colpita
Ausl Romagna
A livello regionale, nel 2025 in Emilia-Romagna sono state registrate 2.715 segnalazioni di aggressione, con un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Complessivamente sono stati 2.877 gli operatori coinvolti negli episodi segnalati.
Gli infermieri rappresentano la categoria più colpita, con il 59,6% dei casi totali, seguiti dai medici e dagli operatori socio-sanitari. Considerando la proporzione rispetto al numero di dipendenti, il 5,5% degli infermieri risulta coinvolto in episodi di aggressione, contro il 4% dei medici e il 2,8% degli Oss.
Per quanto riguarda la tipologia di violenza, la forma più diffusa rimane quella verbale, che interessa quasi nove episodi su dieci, mentre le aggressioni fisiche rappresentano una quota più contenuta ma comunque significativa.
La maggioranza degli episodi è attribuibile direttamente agli utenti o ai pazienti, responsabili del 68,3% delle aggressioni, un dato in crescita rispetto all’anno precedente. Le aggressioni da parte di parenti o caregiver risultano invece in lieve diminuzione.
Le aggressioni avvengono prevalentemente nei giorni feriali e nella fascia mattutina, che concentra quasi la metà degli episodi segnalati.
L’ospedale resta il contesto in cui si verifica la maggior parte delle aggressioni, anche se il peso relativo delle segnalazioni è diminuito nel corso dell’ultimo anno. Parallelamente si registra un aumento degli episodi nel territorio.
In particolare risultano in crescita le segnalazioni provenienti dagli ambulatori territoriali, mentre restano costanti quelle dei pronto soccorso. Un aumento si registra anche nelle case e ospedali di comunità e negli istituti penitenziari.
Nonostante la riduzione di alcuni indicatori, i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) continuano a rappresentare uno degli ambiti a più alto rischio.
Le misure di prevenzione
Per contrastare il fenomeno, l’Ausl Romagna ha rafforzato nel corso del 2025 diverse misure di sicurezza. Tra queste l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, l’aumento della presenza di guardie giurate nei presidi sanitari e il rafforzamento dei protocolli di collaborazione con le forze dell’ordine.
L’obiettivo è migliorare la protezione degli operatori e promuovere una cultura di rispetto nei confronti di chi lavora quotidianamente nei servizi sanitari, in un contesto in cui la sicurezza del personale rappresenta sempre più una priorità organizzativa per il sistema sanitario.

