Il giudizio sul Servizio sanitario nazionale
Gli italiani sono tra i cittadini europei più critici nei confronti del proprio sistema sanitario.
Secondo l’indagine, solo il 47% degli italiani esprime un giudizio positivo sul proprio sistema sanitario, la percentuale più bassa tra i Paesi analizzati. Negli altri contesti europei la soddisfazione è significativamente più alta: raggiunge il 79% in Spagna, il 77% nel Regno Unito, il 73% in Francia e il 68% in Germania.
Di conseguenza, il 53% degli italiani si dichiara insoddisfatta del funzionamento del sistema sanitario, una quota che non trova paragoni negli altri Paesi presi in esame.
Il principale motivo di criticità riguarda i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie. Il 33% degli italiani dichiara di aver atteso oltre tre mesi per un esame diagnostico, una percentuale nettamente superiore rispetto agli altri Paesi europei analizzati.
Le valutazioni negative sui tempi di attesa per le visite specialistiche raggiungono il 62%, mentre i servizi di diagnostica sono giudicati negativamente dal 72% degli intervistati. Anche i ricoveri ospedalieri raccolgono un giudizio critico dal 69% dei cittadini.
Un effetto diretto di queste difficoltà è la rinuncia alle cure: il 28% degli italiani afferma di aver rinunciato a una visita specialistica proprio a causa dei tempi di attesa.
La fiducia nei professionisti sanitari
In questo quadro emerge però un dato significativo: la fiducia nei professionisti sanitari rimane elevata. Il 72% degli italiani esprime un giudizio positivo sulla professionalità dei medici, mentre il 71% valuta positivamente quella degli infermieri.
Il sondaggio suggerisce quindi che la frustrazione dei cittadini non è diretta verso chi lavora nel sistema sanitario, ma piuttosto verso le difficoltà organizzative e di accesso ai servizi.
In altre parole, quando i cittadini riescono ad accedere alle cure, la qualità dell’assistenza ricevuta continua a essere ampiamente riconosciuta.
L’indagine evidenzia anche una crescente fiducia nella farmacia dei servizi come presidio sanitario di prossimità.
Secondo i dati raccolti, il 24% degli italiani ha prenotato visite attraverso la farmacia, il 14% ha effettuato un elettrocardiogramma e il 12% un esame Holter. Si tratta di percentuali in linea o leggermente superiori rispetto a quelle registrate negli altri Paesi europei coinvolti nella ricerca.
Questo conferma il ruolo crescente delle farmacie come punto di accesso rapido a servizi sanitari di base.
Prevenzione e aspettative per il futuro
Sul fronte della prevenzione, il 69% degli italiani dichiara di aver ricevuto un invito dal sistema sanitario pubblico per effettuare test o esami gratuiti, una percentuale superiore a quella registrata in diversi Paesi europei.
Nonostante questo, le aspettative per il futuro restano piuttosto pessimistiche: il 42% degli italiani ritiene che la qualità dei servizi sanitari peggiorerà nei prossimi due o tre anni.
Il sondaggio mette quindi in luce una distinzione sempre più evidente nella percezione dei cittadini: da un lato cresce la critica verso l’organizzazione del sistema sanitario e la difficoltà di accesso alle prestazioni; dall’altro resta forte il riconoscimento per il lavoro quotidiano di medici e infermieri.
Un segnale che evidenzia come la fiducia nelle professioni sanitarie continui a rappresentare uno degli elementi più solidi del rapporto tra cittadini e sistema di cura.

