Coordinatori facenti funzione da anni
AOU Federico II Napoli
Una delle criticità principali riguarda l’assenza, da circa un decennio, di procedure concorsuali per la copertura dei posti di coordinatore infermieristico. In molti reparti la funzione di coordinamento è svolta da personale che opera come facente funzione, senza un inquadramento formale né il riconoscimento economico previsto per il ruolo.
Questi professionisti continuano a garantire l’organizzazione delle attività assistenziali e la gestione delle unità operative, assumendosi responsabilità organizzative e giuridiche rilevanti senza però una stabilizzazione della posizione professionale.
Un secondo punto riguarda la governance infermieristica. Secondo quanto segnalato, l’azienda non disporrebbe ancora di un Ufficio delle Professioni Sanitarie pienamente strutturato, elemento che limita la possibilità di sviluppare una direzione strategica e organizzativa delle attività infermieristiche.
In molte realtà sanitarie, infatti, la presenza di un servizio infermieristico aziendale rappresenta uno strumento fondamentale per coordinare l’assistenza, programmare il fabbisogno di personale e sostenere l’evoluzione professionale.
La situazione si inserisce in un contesto organizzativo già complesso. I coordinatori che operano senza incarico formale devono affrontare quotidianamente criticità legate alla carenza di personale e alla gestione delle risorse assistenziali.
Secondo gli operatori, la mancanza di percorsi di carriera chiari e trasparenti contribuisce inoltre a un clima di demotivazione tra i professionisti, che continuano a garantire il funzionamento dei reparti grazie a un forte senso di responsabilità verso i pazienti.
Il tema della governance infermieristica
La vicenda riporta al centro una questione più ampia: il ruolo della governance infermieristica nelle strutture sanitarie. La presenza di coordinatori formalmente incaricati e di servizi delle professioni sanitarie rappresenta infatti un elemento chiave per l’organizzazione dell’assistenza, la gestione delle risorse e lo sviluppo professionale.
In assenza di strutture organizzative adeguate, il rischio è che il sistema si regga esclusivamente sull’impegno dei singoli operatori, con possibili ricadute sulla qualità del lavoro e sulla sostenibilità organizzativa nel lungo periodo.

