Monaldi, infermieri denunciano clima di lavoro tossico nell’équipe di cardiochirurgia

Scritto il 05/03/2026
da Redazione

Un gruppo di undici infermieri dell’ospedale Monaldi di Napoli ha segnalato alla direzione aziendale un clima lavorativo definito “tossico e intimidatorio” all’interno dell’équipe di cardiochirurgia coinvolta nell’intervento sul piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore non riuscito. La vicenda si inserisce nel contesto dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per chiarire eventuali responsabilità nella gestione del trapianto.

La lettera degli infermieri alla direzione aziendale

In una lettera inviata alla direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli, gli operatori descrivono un ambiente di lavoro segnato da tensioni costanti, aggressività verbale e comportamenti ritenuti lesivi della dignità professionale.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, gli infermieri parlano di urla, umiliazioni pubbliche e svalutazione delle competenze professionali, elementi che avrebbero inciso negativamente sul benessere psicologico degli operatori e sul clima interno dell’équipe.

La lettera, datata 27 gennaio, sarebbe stata inviata circa un mese dopo l’intervento chirurgico sul bambino, che attendeva un trapianto di cuore fin dalla prima infanzia.

Il contesto dell’inchiesta sul trapianto fallito

Il caso è al centro di un’indagine della Procura di Napoli che punta a chiarire la sequenza di eventi che hanno portato al trapianto non riuscito. L’organo donato, prelevato a Bolzano, sarebbe arrivato al Monaldi congelato, circostanza su cui gli investigatori stanno cercando di ricostruire eventuali responsabilità.

Tra i sette professionisti sanitari iscritti nel registro degli indagati figurano medici e infermieri coinvolti nelle diverse fasi del trapianto. Il cardiochirurgo alla guida dell’équipe napoletana è stato sospeso dalla direzione ospedaliera insieme alla collega responsabile del team che aveva effettuato il prelievo dell’organo a Bolzano.

Al di là delle responsabilità cliniche, che saranno accertate dalla magistratura, nella segnalazione degli infermieri emerge soprattutto il tema del clima organizzativo. Gli operatori parlano di un contesto caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno del team.

Secondo quanto riferito nella lettera, tali criticità non sarebbero riconducibili esclusivamente alla pressione legata al caso del trapianto, ma deriverebbero da comportamenti ritenuti reiterati nel tempo.