Mancato pagamento delle prestazioni aggiuntive agli infermieri impegnati contro le liste d’attesa

Scritto il 03/03/2026
da Silvia Fabbri

Il nodo delle prestazioni aggiuntive riaccende il confronto sindacale alla Città della Salute e della Scienza di Torino. Le organizzazioni rappresentative del comparto denunciano il mancato pagamento delle attività straordinarie svolte per ridurre le liste d’attesa. L’azienda sanitaria parla invece di verifiche contabili in fase di chiusura di bilancio e assicura la liquidazione delle somme dovute. Sullo sfondo, la fragilità organizzativa del Servizio sanitario nazionale e il crescente ricorso al lavoro extra per garantire i livelli essenziali di assistenza.

Prestazioni aggiuntive e mancati compensi

Secondo quanto riportato, le sigle sindacali del comparto infermieristico e sanitario, Cgil,Uil,FialseNursing Up, hanno segnalato che i professionisti impegnati negli ultimi mesi in attività aggiuntive finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa non avrebbero ricevuto in busta paga i compensi attesi.

Le organizzazioni parlano di una decisione unilaterale di sospensione delle erogazioni, senza adeguate spiegazioni ai lavoratori. Le prestazioni in questione riguarderebbero turni e attività extra rispetto all’orario ordinario, svolte in un contesto già caratterizzato da carichi assistenziali elevati e cronica carenza di personale.

La contestazione assume particolare rilevanza perché le attività erano state sollecitate dall’azienda stessa come strumento straordinario per rispondere alla pressione sulle agende ambulatoriali e chirurgiche.

Nel pomeriggio del 2 marzo è arrivata la posizione ufficiale della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’azienda ha precisato che il mancato accredito sarebbe legato a controlli ordinari connessi alla chiusura del bilancio 2025 e alla rendicontazione dei fondi destinati alle prestazioni aggiuntive.

Le somme riguarderebbero in particolare le attività svolte nel mese di dicembre 2025. La direzione amministrativa ha assicurato che i compensi verranno saldati, ringraziando il personale per l’impegno profuso.

Il confronto resta aperto: i sindacati hanno annunciato la possibilità di avviare lo stato di agitazione e di richiedere la convocazione del Prefetto qualora la situazione non venga rapidamente risolta.

Liste d’attesa e fondi per il lavoro aggiuntivo

Il tema si inserisce nel più ampio contesto delle misure nazionali e regionali per la riduzione delle liste d’attesa. Negli ultimi anni, le Regioni hanno attivato piani straordinari finanziati con fondi vincolati, spesso destinati anche alla remunerazione di prestazioni aggiuntive del personale sanitario.

Dal punto di vista contrattuale, il ricorso al lavoro straordinario o alle prestazioni aggiuntive è disciplinato dal Ccnl del comparto Sanità, che prevede specifiche modalità di autorizzazione e remunerazione.

Tuttavia, l’uso sistematico di tali strumenti per coprire fabbisogni strutturali solleva interrogativi organizzativi: le attività extra nascono come risposta temporanea a picchi di domanda, non come soluzione permanente alla carenza di organico.

Nel caso torinese, la questione assume quindi una duplice dimensione: contabile-amministrativa da un lato, strutturale dall’altro.

Impatto sulla professione infermieristica

Per la professione infermieristica, episodi di questo tipo hanno ricadute che vanno oltre il singolo cedolino. Il ricorso massivo a prestazioni aggiuntive comporta:

  • incremento del rischio di affaticamento e burnout
  • riduzione dei tempi di recupero psico-fisico
  • maggiore esposizione a errore clinico in contesti ad alta intensità assistenziale

Se ai carichi aggiuntivi si associa un’incertezza nella corresponsione dei compensi, l’effetto può tradursi in una perdita di fiducia verso l’organizzazione e in un ulteriore deterioramento del clima interno.

In un Servizio sanitario nazionale già segnato da carenze croniche di personale infermieristico, la leva economica delle prestazioni aggiuntive rappresenta spesso uno degli strumenti per mantenere operativi servizi e percorsi assistenziali. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla trasparenza delle procedure e dalla certezza dei tempi di pagamento.