Il nodo delle competenze nel dibattito pubblico
Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi
Nel mirino della Federazione vi sono in particolare le affermazioni del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che avrebbero messo in correlazione la grave e conclamata catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto con il progressivo ampliamento delle competenze e delle responsabilità delle professioni infermieristiche.
Per la Fnopi, collegare quanto accaduto tra Bolzano e Napoli al tema delle competenze infermieristiche significa utilizzare un evento tragico per alimentare un confronto di categoria sull’atto medico che, secondo la Federazione, non ha attinenza con i fatti oggetto di indagine.
La posizione espressa richiama alla necessità di distinguere tra l’accertamento delle responsabilità, che spetta alla magistratura, e il dibattito sulle evoluzioni professionali, evitando sovrapposizioni che possano generare confusione nei cittadini.
La Fnopi sottolinea di riservarsi la possibilità di tutelare l’immagine e le competenze degli infermieri italiani nelle sedi opportune, qualora vengano diffuse affermazioni ritenute lesive.
Allo stesso tempo, la Federazione evidenzia l’importanza di preservare il clima di fiducia nei confronti della rete trapiantologica italiana, settore che negli anni ha rappresentato un’eccellenza del Servizio sanitario nazionale, grazie al lavoro interdisciplinare di medici, infermieri e altri professionisti sanitari.
Rispetto per la famiglia e per le indagini
La comunicazione pubblica della Fnopi, finora improntata al silenzio istituzionale, viene definita come una scelta di rispetto verso la famiglia del piccolo Domenico e verso le indagini in corso.
L’invito finale è ad abbassare i toni del confronto, evitare letture ideologiche e riconoscere l’impegno dei professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza, in attesa che gli accertamenti chiariscano in modo definitivo la dinamica dei fatti

