Trapianto al Monaldi, gli infermieri provarono a scongelare il cuore

Scritto il 26/02/2026
da Redazione

Un cuore arrivato in sala operatoria trasformato in un blocco di ghiaccio, tentativi di scongelamento e la decisione di procedere comunque al trapianto. È quanto riferito da tre infermieri presenti in sala al momento dell’intervento sul piccolo Domenico, due anni e mezzo, deceduto dopo l’impianto dell’organo. La Procura di Napoli ha aperto un’indagine per omicidio colposo.

Il racconto dalla sala operatoria

Il 23 dicembre, nel primo pomeriggio, al Monaldi di Napoli arriva il cuore espiantato a Bolzano destinato al trapianto sul bambino.

Secondo quanto riferito da tre infermieri presenti in sala operatoria, l’organo sarebbe stato estratto dal contenitore in condizioni gravemente compromesse, trasformato in un unico blocco di ghiaccio.

I sanitari avrebbero tentato di scongelarlo utilizzando prima acqua fredda, poi tiepida e infine calda. Un intervento descritto come disperato, in un contesto di forte pressione temporale.

A quel punto, secondo quanto riportato, il primario Guido Oppido avrebbe deciso di procedere comunque al trapianto, ritenendo non vi fossero alternative.

Il nodo del trasporto e della conservazione

Al centro dell’attenzione vi è il sistema di conservazione e trasporto dell’organo. Il cuore, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato compromesso dal contatto con ghiaccio secco durante il trasferimento da Bolzano a Napoli, all’interno di un contenitore che non sarebbe stato di ultima generazione.

Il momento dell’arrivo dell’équipe e la corsa contro il tempo sono stati descritti come concitati: uno degli infermieri si sarebbe precipitato a consegnare l’organo al chirurgo appena giunto in reparto.

Le indagini della Procura

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo per negligenza, imprudenza e imperizia. Le dichiarazioni raccolte sono ora al vaglio del pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, insieme al procuratore aggiunto Antonio Ricci.

Al momento risultano indagate sette persone: sei medici delle due équipe del Monaldi e la responsabile del programma regionale di trapianti pediatrici. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto in vista dell’autopsia collegiale con incidente probatorio.

Agli atti figurano anche i verbali del personale di sala operatoria dell’ospedale di Bolzano e dell’équipe proveniente da Innsbruck che aveva partecipato al prelievo di altri organi del donatore.