Fino al 70% dei pazienti chirurgici può sviluppare ipotermia perioperatoria, con un aumento documentato di complicanze emorragiche, infettive e cardiovascolari. Il controllo della temperatura non è una misura di comfort, ma una strategia di sicurezza clinica. Le evidenze indicano che il preriscaldamento pre-anestesiologico rappresenta un intervento chiave per ridurre il calo termico iniziale e migliorare gli esiti perioperatori.
Ipotermia perioperatoria e rischi clinici BARRIER® EasyWarm®
Fino al 70% dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico può sviluppare ipotermia perioperatoria , una condizione associata a un aumento significativo del rischio di complicanze cliniche1 .
La normotermia , definita come una temperatura corporea centrale intorno ai 37 °C (±0,5 °C), rappresenta un requisito fisiologico essenziale per la stabilità emodinamica, metabolica e immunitaria del paziente chirurgico. Quando la temperatura scende al di sotto dei 36 °C si configura l’ipotermia perioperatoria, evento frequente durante l’anestesia generale1,3 .
Durante l’anestesia, i meccanismi di termoregolazione vengono alterati: la vasodilatazione indotta dagli anestetici, la riduzione della produzione metabolica di calore, l’esposizione chirurgica e la temperatura ambientale della sala operatoria favoriscono una rapida perdita termica.
Il fenomeno fisiopatologico principale è l’ipotermia da ridistribuzione , responsabile della maggior parte del calo termico iniziale e legata alla migrazione del calore dal compartimento centrale verso la periferia. Nei pazienti non riscaldati, la temperatura corporea può diminuire fino a 1–1,5 °C già nella prima ora dall’induzione anestesiologica1 .
Le conseguenze cliniche includono un aumento della perdita ematica intraoperatoria e del rischio trasfusionale , un incremento delle infezioni del sito chirurgico (SSI) , una maggiore incidenza di eventi cardiaci avversi e un prolungamento della degenza ospedaliera, fino a circa 2,6 giorni in più nei pazienti ipotermici4,6 . Studi clinici hanno inoltre evidenziato che i pazienti mantenuti in normotermia possono presentare fino al 16% in meno di sanguinamento rispetto ai pazienti ipotermici5 .
L’ipotermia perioperatoria è inoltre associata a tempi di recupero post-anestesiologico più lunghi , maggiore discomfort termico e un incremento dell’utilizzo di risorse assistenziali, con un impatto che coinvolge non solo gli esiti clinici ma anche l’organizzazione complessiva del percorso chirurgico1,6 . L’aumento delle complicanze, della durata della degenza e dell’intensità assistenziale si traduce infatti in un maggiore consumo di risorse sanitarie, con ricadute economiche e ambientali legate alla sostenibilità dei processi di cura1 .
Per questi motivi, la prevenzione dell’ipotermia non rappresenta esclusivamente una misura di comfort, ma una componente centrale delle strategie di sicurezza perioperatoria e dell’ottimizzazione dei percorsi clinico-assistenziali.
L’importanza del preriscaldamento La gestione della temperatura corporea non può limitarsi alla sola fase intraoperatoria. Le tecniche di riscaldamento attivate durante l’intervento spesso intervengono quando il calo termico iniziale si è già verificato.
Il preriscaldamento attivo pre-anestesiologico agisce proprio su questa fase critica: aumentando la temperatura periferica prima dell’induzione anestetica, riduce il gradiente termico tra centro e periferia e limita la ridistribuzione del calore1 .
Le evidenze cliniche mostrano che i pazienti preriscaldati mantengono temperature corporee più stabili durante la chirurgia rispetto ai pazienti non preriscaldati. In alcuni studi, la temperatura media intraoperatoria si mantiene intorno a 36,3 °C nei pazienti preriscaldati rispetto a circa 35,2 °C nei gruppi di controllo, con differenze clinicamente rilevanti1,8 .
Le raccomandazioni del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) indicano il preriscaldamento attivo come una misura efficace per la prevenzione dell’ipotermia perioperatoria, sottolineando l’importanza di una gestione termica continua lungo tutto il percorso chirurgico1,7 .
Il concetto chiave è quindi quello di continuità assistenziale: il controllo della temperatura deve accompagnare il paziente dalla fase preoperatoria fino al recupero post-operatorio.
Benefici del preriscaldamento attivo Le tecniche di riscaldamento attivo comprendono diversi approcci, tra cui sistemi ad aria forzata, riscaldamento dei fluidi e coperte termoattive , con l’obiettivo comune di mantenere la normotermia e ridurre le complicanze associate all’ipotermia1 .
In questo contesto si inseriscono dispositivi autonomi di riscaldamento attivo come BARRIER® EasyWarm® , progettati per supportare il mantenimento della temperatura corporea durante l’intero percorso perioperatorio, fase preoperatoria, intraoperatoria e postoperatoria2 .
La coperta inizia a riscaldarsi una volta esposta all’aria , raggiunge la temperatura operativa entro circa 30 minuti e mantiene l’effetto riscaldante fino a 10 ore, senza necessità di alimentazione esterna o apparecchiature aggiuntive2 .
Dal punto di vista organizzativo, la disponibilità di un dispositivo autonomo e pronto all’uso consente di integrare il preriscaldamento nei flussi perioperatori senza aumentare la complessità operativa, favorendo la standardizzazione dei percorsi clinici2,11 .
Il beneficio principale rimane la possibilità di intervenire precocemente , prima dell’induzione anestesiologica, riducendo il calo termico iniziale e contribuendo al mantenimento della normotermia durante l’intervento. Questo approccio si traduce in un miglior comfort per il paziente, in una riduzione del carico assistenziale legato alla gestione delle complicanze e in un supporto agli obiettivi di recupero post-operatorio1 .
L’ipotermia perioperatoria rappresenta una complicanza frequente e clinicamente rilevante, associata a un aumento del rischio di sanguinamento, infezioni, eventi cardiaci avversi e tempi di recupero più lunghi.
Le evidenze disponibili indicano che la prevenzione deve iniziare prima dell’induzione anestesiologica : il preriscaldamento attivo consente di limitare la ridistribuzione del calore e di mantenere più stabilmente la normotermia lungo tutto il percorso chirurgico.
Integrare strategie strutturate di gestione termica significa migliorare la sicurezza del paziente, supportare l’efficienza organizzativa e contribuire alla qualità complessiva dell’assistenza perioperatoria.
Bibliografia Mölnlycke Health Care. L’ipotermia perioperatoria può causare gravi complicanze. Guida sulla gestione dell’ipotermia e sulle migliori pratiche di riscaldamento del paziente. Mölnlycke Health Care. BARRIER® EasyWarm® – Coperta autoriscaldante attiva monouso. Product sheet. Sessler DI, Kurz A. Mild perioperative hypothermia. Anesthesiology News [Internet]. 2008 Oct[cited 2013 Feb 12];34(10):17- 28. National Institute for Health and Clinical Excellence (GB). Inadvertent perioperative hypothermia: The management of inadvertent perioperative hypothermia in adults [CG65] [Internet]. [London]: National Institute for Health and Clinical Excellence (GB); 2008. [567 p.]. Koc BB, Schotanus MGM, Kollenburg JP, Janssen MJ, Tijssen F, Jansen EJP 2017 Effectiveness of Early warming with Self-Warming Blankets on Postoperative Hypothermia in Total Hip and Knee Arthroplasty Orthopaedic Nursing 33(1) 356-360 Sessler DI, Kurz A 2008 Mild Perioperative Hypothermia, https://www.anesthesiologynews.com/download/ANSE1008_Hypothermia_WM.pdf National Institution for Health and Care Excellence (NICE) 20018 Hypothermia: prevention and management in adults having surgery Available at: https://www.nice.org.uk/ guidance/cg65/resources/hypothermiaprevention-and-management-in-adults-havingsurgery-pdf-975569636293 GIRFT National Survey April 2019 available at https://gettingitrightfirsttime.co.uk/wp-content/ uploads/2017/08/SSI-Report-GIRFT-APRIL19eFINAL.pdf Feinstein L, Miskiewicz M. Perioperative Hypothermia: Review for the Anesthesia Provider. The Internet Journal of Anesthesiology. 2010;27(2). DOI: 10.5580/1e49. Connor EL, Wren KR. Detrimental effects of hypothermia: a systems analysis. Journal of perianesthesia nursing: official journal of the American Society of PeriAnesthesia Nurses /American Society of PeriAnesthesia Nurses. 2000;15(3):151-5. Thapa HP, Kerton AJ, Peyton PJ. Comparison of the EasyWarm® self-heating blanket with the Cocoon forced-air warming blanket in preventing intraoperative hypothermia. Anaesthesia and Intensive Care. 2019;47(2):169-74. Brandes IF, Müller C, Perl T, Russo SG, Bauer M, Bräuer A. Efficacy of a novel warming blanket: Prospective randomized trial. Anaesthesist. 2013;62(2):137-42.