Milleproroghe, proroga Ecm al 2028 per il triennio 2023-2025

Scritto il 19/02/2026
da Redazione

Slitta al 31 dicembre 2028 il termine per l’assolvimento dell’obbligo di Educazione continua in medicina (Ecm) relativo al triennio 2023-2025. L’emendamento al decreto Milleproroghe, approvato in Commissione alla Camera, concede tre anni aggiuntivi ai professionisti sanitari per maturare i crediti formativi. La Fondazione Infermieri parla di “passo fondamentale” verso la riforma del sistema.

Cosa prevede la proroga

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Slitta al 31 dicembre 2028 il termine per l’assolvimento dell’obbligo di Ecm.

L’emendamento, a prima firma della deputata Marta Schifone, stabilisce che il termine per il conseguimento dei crediti Ecm del triennio 2023-2025 venga differito al 31 dicembre 2028.

La proroga riguarda esclusivamente il triennio in corso. Il nuovo ciclo formativo 2026-2028 decorrerà regolarmente dal 1° gennaio 2026, senza modifiche alla programmazione ordinaria. I professionisti potranno quindi completare i crediti arretrati in parallelo con il nuovo percorso formativo.

Il provvedimento diventerà operativo con l’approvazione definitiva del decreto in Aula.

Il rinvio si inserisce in un contesto di revisione complessiva del sistema Ecm. La Commissione Nazionale Ecm ha attivato un gruppo di lavoro per affrontare criticità strutturali che negli anni hanno reso difficile il pieno rispetto delle scadenze triennali, con conseguenti proroghe ripetute.

Per infermieri e altri professionisti sanitari, il completamento dei crediti formativi si scontra spesso con condizioni organizzative complesse: carenze di organico, turnazioni gravose e crescente intensità assistenziale. Fattori che incidono direttamente sulla possibilità di partecipare a percorsi formativi nei tempi previsti.

La posizione della Fondazione Infermieri

La Fondazione Infermieri accoglie positivamente la proroga, definendola un passaggio importante in vista della riforma del sistema Ecm.

Secondo la Fondazione, il differimento non deve essere letto come un allentamento dell’obbligo formativo, ma come un intervento di equilibrio che riconosce le difficoltà operative del personale sanitario. La formazione continua resta uno strumento centrale di crescita professionale e di qualità dell’assistenza.