Enpapi contesta il reclutamento internazionale di infermieri per sopperire alla carenza

Scritto il 19/02/2026
da Redazione

Lombardia e Piemonte puntano sul reclutamento internazionale per far fronte alla carenza di infermieri. Ma secondo Enpapi la questione non è la mancanza di professionisti, bensì l’insufficienza di risorse per assumerli nel Servizio sanitario nazionale. L’ente previdenziale propone soluzioni alternative al ricorso all’estero e mette in guardia contro modelli emergenziali.

Il piano delle Regioni, 3.500 infermieri dall’estero

enpapi targa

Nei giorni scorsi l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha ribadito l’obiettivo di far arrivare 3.500 infermieri dall’estero entro il 2027 per tamponare le carenze nelle strutture pubbliche.

In Piemonte, nei mesi scorsi, sono stati reclutati professionisti da India e Albania, mentre si valutano nuovi Paesi di provenienza, tra cui l’Uzbekistan.

Il reclutamento internazionale viene presentato come risposta alla difficoltà di coprire i turni nei reparti ospedalieri, in un contesto segnato da carichi di lavoro elevati, stipendi poco attrattivi e invecchiamento della popolazione.

Di diverso avviso è Enpapi, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza delle professioni infermieristiche. Il presidente Luigi Baldini contesta la narrazione sulla carenza strutturale di infermieri, sostenendo che il nodo centrale riguardi i vincoli di spesa e le limitazioni al turnover nelle strutture pubbliche.

Secondo Baldini, esistono professionisti idonei che hanno superato concorsi pubblici ma restano fermi in graduatoria. Il problema, quindi, non sarebbe l’assenza di infermieri sul mercato, bensì la mancanza di fondi per procedere alle assunzioni.

Partita Iva ed elenchi regionali

Tra le soluzioni avanzate da Enpapi vi è il reclutamento diretto tramite partita Iva. Il modello consentirebbe alle aziende sanitarie di integrare infermieri qualificati senza incrementare il tetto di spesa per il personale dipendente o ricorrere a cooperative.

Gli infermieri, pur non essendo dipendenti, verrebbero inseriti nella turnazione con retribuzione analoga a quella dei colleghi assunti. Una proposta che, secondo l’ente, permetterebbe di valorizzare professionisti già presenti sul territorio nazionale.

Secondo punto: la creazione di elenchi regionali di infermieri idonei, già selezionati nei concorsi pubblici ma non assunti. In caso di carenza, le strutture potrebbero attingere rapidamente a tali elenchi, riducendo tempi e costi burocratici.

Il sistema si ispirerebbe agli elenchi regionali utilizzati per i medici di medicina generale.

Privato accreditato e nuove figure

Enpapi richiama inoltre l’attenzione sulla situazione della sanità privata accreditata, dove persistono contratti scaduti da anni e adeguamenti economici non allineati al costo della vita.

Il presidente Baldini critica l’ipotesi di rafforzare il ruolo del privato senza garantire pari diritti e tutele rispetto al pubblico, parlando di contratti penalizzanti per i professionisti.

Infine, viene sollevato il tema dell’introduzione di nuove figure, come l’assistente infermiere. Senza una definizione chiara di competenze e responsabilità rispetto alla figura dell’infermiere, il rischio, secondo Enpapi, è di generare ulteriore confusione organizzativa in un sistema già sotto pressione.

La posizione dell’ente previdenziale riapre così il dibattito sulla strategia più efficace per affrontare una carenza che, tra vincoli di bilancio, pensionamenti e fabbisogni crescenti, resta uno dei nodi centrali per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.