I numeri del bando e le criticità sul territorio
Concorso infermieri nelle Marche
Il nuovo concorso bandito dalla Regione prevede l’assunzione di 32 infermieri complessivi. Secondo quanto evidenziato dalla consigliera del Partito Democratico Micaela Vitri, tuttavia, alla provincia di Pesaro e Urbino sarebbero destinati soltanto cinque professionisti, in un contesto già segnato da carenze di organico e pensionamenti in crescita.
La distribuzione delle risorse, secondo l’esponente dem, non garantirebbe una risposta adeguata ai bisogni locali, soprattutto nelle aree interne e nei reparti che operano già sotto organico.
Nel mirino anche la mancata attuazione delle promesse legate allo sviluppo dell’assistenza territoriale. Era stato promesso un infermiere di famiglia ogni 5mila abitanti. Dove sono?
, chiede Vitri, richiamando il ruolo strategico della figura nell’avvio delle Case e degli Ospedali di Comunità.
La questione riguarda non solo il potenziamento dei servizi territoriali, ma anche la sostituzione del personale in uscita per pensionamento, che continua ad aumentare.
Carcere di Pesaro e redistribuzione del personale
Ulteriore elemento critico è rappresentato dalla situazione del carcere di Pesaro. Con la fine del contratto della cooperativa che garantiva il servizio sanitario, alcuni infermieri sarebbero stati spostati dai reparti ospedalieri per coprire le esigenze della struttura penitenziaria.
Una scelta che, secondo la consigliera, rischia di aggravare ulteriormente la carenza negli ospedali e nei servizi territoriali, spostando il problema senza risolverlo.
La denuncia riporta al centro un tema ricorrente nel dibattito sanitario regionale: il rapporto tra fabbisogno reale di personale e programmazione delle assunzioni.
Per garantire l’avvio effettivo delle nuove strutture territoriali e la tenuta dei reparti ospedalieri, servirebbero, secondo Vitri, assunzioni strutturali, contratti adeguati e una pianificazione coerente con gli impegni presi.
Il concorso rappresenta un segnale, ma resta aperta la questione della distribuzione territoriale e della capacità del sistema di rispondere in modo omogeneo alle esigenze assistenziali.

