Bari, sospetta scabbia al Policlinico: 22 sanitari al Pronto soccorso

Scritto il 17/02/2026
da Redazione

Venerdì 13 febbraio, alla vigilia di San Valentino, ventidue tra infermieri e Oss dello stesso reparto si sono presentati al Pronto soccorso del Policlinico di Bari con prurito da contatto e sospetta scabbia. L’episodio ha fatto temere un focolaio interno, ma dagli accertamenti disposti dalla direzione sanitaria sono emersi quattro casi con prognosi tra 4 e 10 giorni.

La segnalazione sindacale e la replica dell’azienda

scabbia

La vicenda è stata resa pubblica da una nota della Uil Fpl, che ha parlato di dieci operatori sanitari contagiati verosimilmente in occasione dell’attività assistenziale e di una presunta mancata tempestiva attivazione dei protocolli ministeriali.

La versione del Policlinico è diversa. Secondo la direzione sanitaria, i casi confermati sarebbero quattro e, dall’analisi epidemiologica, non emergerebbero elementi sufficienti per dimostrare un contagio avvenuto in reparto o durante il turno di lavoro.

In via precauzionale, sono state comunque attivate le misure di profilassi previste per il personale e disposta la sanificazione degli ambienti. A medici e pazienti non sono stati riscontrati casi di scabbia.

Attivata la control room, reparto operativo

L’emergenza è scattata nel tardo pomeriggio di venerdì, con l’arrivo in Pronto soccorso di infermieri e operatori socio-sanitari del reparto di Endocrinologia. La direzione ha attivato immediatamente la control room e la Medicina del Lavoro, richiamando personale disponibile per garantire la continuità assistenziale e scongiurare disservizi.

Il sindacato ha trasmesso una nota alla direzione generale del Policlinico, all’assessorato regionale alla Sanità, all’Asl Bari, all’Ispettorato del lavoro e allo Spesal, chiedendo chiarimenti sulla gestione del caso.

La vicenda riporta al centro il tema della gestione dei sospetti casi infettivi in ambito ospedaliero e dell’equilibrio tra tutela degli operatori, applicazione dei protocolli e comunicazione interna. In contesti ad alta intensità assistenziale, anche un cluster sospetto può generare criticità organizzative rilevanti, imponendo risposte rapide e coordinate.