Case dell'Ausl Romagna inutilizzate, a Cesena tre immobili per gli infermieri

Scritto il 17/02/2026
da Redazione

Nel comprensorio cesenate sono tre gli immobili di proprietà dell'Ausl Romagna attualmente inutilizzati che, almeno sulla carta, potrebbero essere destinati ad alloggi per infermieri e personale sanitario. Tuttavia, le strutture risultano inagibili e inserite nel Piano di alienazione del patrimonio aziendale. Il tema è emerso in Regione, dove si discute della difficoltà di reclutamento legata al costo degli affitti.

L’interrogazione in Regione e il nodo degli affitti

cesena

A portare la questione all’attenzione della Regione è stata un’interrogazione del consigliere Giovanni Gordini (Civici con De Pascale), con la richiesta di un censimento aggiornato del patrimonio immobiliare “non funzionale” dell’Ausl eventualmente riconvertibile in abitazioni per dipendenti del Servizio sanitario regionale.

Il tema si inserisce in una criticità ormai strutturale: in diverse aree della Romagna, il costo degli affitti rappresenta un ostacolo concreto al reclutamento e alla permanenza di infermieri e altri professionisti sanitari. Anche personale disponibile a trasferirsi da altre regioni o dall’estero si trova di fronte alla difficoltà di reperire alloggi a canoni sostenibili.

Secondo la ricognizione effettuata, sarebbero circa una trentina i fabbricati inutilizzati in mano all’Ausl, potenzialmente trasformabili in residenze per il personale sanitario.

I tre immobili nel Cesenate

Nel territorio cesenate sono tre gli immobili individuati. A San Piero in Bagno si trova l’ex dispensario di via Santa Maria, costruito alla fine degli anni Cinquanta, con una superficie di oltre 320 metri quadrati e dismesso da circa 25 anni.

Nel comune di Cesena, nelle aree rurali, sono presenti due ex fabbricati colonici ancora più datati, risalenti agli anni Venti del Novecento. Il più grande, nel podere di Sant’Anna in via Cerchia di San Giorgio, supera i 500 metri quadrati. Il secondo, nel podere San Martino I in via Ravennate, misura circa 340 metri quadrati. Entrambi risultano inagibili.

La possibilità di destinarli ad alloggi per infermieri resta dunque teorica. Le strutture necessiterebbero di interventi di riqualificazione significativi e onerosi.

Alienazioni e scelte di bilancio

Un ulteriore elemento di complessità riguarda la programmazione patrimoniale dell’Ausl. Gli immobili sono inseriti nel Piano di alienazione: la loro eventuale vendita è finalizzata al recupero di risorse economiche da destinare ad altri interventi.

L’ipotesi di sottrarli al piano di vendita per riconvertirli in alloggi per il personale sanitario implicherebbe una revisione delle scelte finanziarie già programmate.

Il caso cesenate evidenzia una tensione ormai diffusa: da un lato la necessità di trovare soluzioni abitative per attrarre infermieri, dall’altro i vincoli economici e strutturali che limitano interventi immediati. In un contesto di carenza cronica di personale, il tema dell’abitare si conferma uno dei fattori organizzativi decisivi per la tenuta dei servizi sanitari.