Infermieri, vulnerabilità economica e salute mentale: l’allarme Nursing Up

Scritto il 13/02/2026
da Redazione

L’aumento del disagio psichico legato alla fragilità economica non riguarda solo le fasce più vulnerabili della popolazione. Secondo l’analisi di Nursing Up, anche una parte significativa degli infermieri italiani vive una crescente pressione economica e professionale, con possibili ricadute sulla salute mentale e sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale.

Disagio economico e rischio psichico

infermiere demotivato

Il recente rapporto Caritas evidenzia un aumento del 154% dei disturbi depressivi nell’ultimo decennio tra le persone seguite dai centri di ascolto. Nell’80% dei casi il disagio mentale è associato a difficoltà economiche e precarietà lavorativa.

Il dato conferma un elemento strutturale: quando cresce l’insicurezza materiale, aumenta il rischio di sofferenza psichica. Una dinamica che, secondo Nursing Up, oggi coinvolge anche categorie professionali stabilmente occupate ma esposte a una progressiva erosione del potere d’acquisto.

È in questo contesto che si inserisce la condizione degli infermieri italiani.

Insoddisfazione e fuga dal servizio pubblico

Il survey nazionale Nursing Up evidenzia che oltre il 70% degli infermieri, potendo tornare indietro, farebbe una scelta professionale diversa. Tra le criticità più segnalate: retribuzioni non proporzionate alle responsabilità, progressioni lente e carichi di lavoro elevati.

Nel 2024 oltre 20 mila professionisti hanno lasciato volontariamente la sanità pubblica, orientandosi verso la libera professione o l’estero. Le motivazioni principali riguardano la ricerca di maggiore stabilità economica e condizioni lavorative più sostenibili.

Salari e prospettive restano fermi rispetto al costo della vita che cresce, afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up. È sempre più forte la pressione su una professione che andrebbe invece ricostruita e rilanciata.

Calo di attrattività e rischio generazionale

Negli ultimi anni si registra un calo delle domande ai corsi di laurea in Infermieristica: circa -11%, con un numero di candidati che in diverse sedi non copre i posti disponibili. Se nel 2010 le domande superavano le 46mila unità, oggi si attestano intorno alle 21mila richieste annue.

Il dato segnala una disaffezione crescente, legata alla percezione di retribuzioni non competitive e carichi di lavoro elevati. Un trend che nel medio periodo può incidere sul ricambio generazionale.

Nonostante le criticità, l’infermieristica resta una scelta di responsabilità. Per Nursing Up servono interventi strutturali: adeguamento salariale coerente con il costo della vita, riduzione del divario europeo, percorsi di carriera chiari e piani di assunzione per alleggerire i carichi.